ASCOLI PICENO – Una lettera indirizzata al Presidente della Provincia Paolo D’Erasmo e ai sindaci del Piceno per capire meglio il tema della gestione dei rifiuti. La lettera è firmata dalle seguenti associazioni: Legambiente, Italianostra, Libera, Marche Rifiuti Zero, Cittadinanza attiva, Fai – Fondo ambiente italiano, Coordinamento provinciale delle associazioni di Protezione Civile, Associazioni aderenti al CSV Marche – delegazione della Provincia di Ascoli Piceno, Amici della bicicletta, Coordinamento antidegrado per Ascoli, i Comitati tutela colline picene, Tutela del Bretta, CiRifiutiAmo, Antinquinamento e Aria Pulita.

Caro Presidente, cari Sindaci,

l’Assemblea territoriale d’ambito – Ata si è riunita il 20 dicembre scorso per discutere gli indirizzi per la redazione del Piano d’Ambito. Come ricorderete, in quella sede sono stati illustrati il percorso amministrativo per la predisposizione del Piano e gli indirizzi per definire le priorità di intervento.

Dall’analisi dei dati emerge che la produzione dei rifiuti nella Provincia si riduce di circa 1,7 punti percentuali ogni anno, passando dalle 120 mila tonnellate del 2010 alle 112 mila del 2016, con una produzione individuale ad oggi pari a 516 chilogrammi per abitante, ben superiore ai 473 chilogrammi della media regionale delle Marche: tale risultato per noi è del tutto insufficiente.

Pur prendendo atto del significativo incremento nella Provincia della percentuale di raccolta differenziata, che nel 2016 raggiunge quasi il 60 per cento, nonché delle prospettive di una ulteriore riduzione della produzione di rifiuti pari al 9,5% entro il 2020, l’ampia rete di associazioni firmatarie – Legambiente, Italianostra, Libera, Marche Rifiuti Zero, Cittadinanza attiva, Fai – Fondo ambiente italiano, Coordinamento provinciale delle associazioni di Protezione Civile, Associazioni aderenti al CSV Marche – delegazione della Provincia di Ascoli Piceno, Amici della bicicletta, Coordinamento antidegrado per Ascoli, i Comitati tutela colline picene, Tutela del Bretta, CiRifiutiAmo, Antinquinamento e Aria Pulita – ritiene che lo sforzo fatto finora vada rafforzato tenendo conto di alcuni principi fondamentali: educazione, prevenzione, raccolta differenziata spinta, tariffa puntuale e una moderna dotazione impiantistica.

Solo uno sforzo congiunto e convinto di tutti i comuni del nostro territorio può dare la spinta decisiva sulla raccolta differenziata permette di fare il successivo passaggio fondamentale, quello da tassa a tariffa, che premia i cittadini più corretti.

Accanto a questo è fondamentale lavorare sulla prevenzione della produzione dei rifiuti, attraverso la creazione sul territorio di centri del riuso, la diffusione di casette dell’acqua e di erogatori alla spina all’interno delle attività commerciali, la promozione dell’utilizzo di pannolini lavabili e delle compostiere domestiche e di comunità, la prevenzione dello spreco alimentare.

Occorre inoltre coinvolgere l’Università e i centri di ricerca del territorio per promuovere la responsabilità estesa del produttore per quei prodotti che non sono recuperabili, approfondire il concetto di rifiuto come fabbrica dei materiali e mettere in campo laboratori per la riprogettazione industriale degli oggetti non riciclabili.

Riteniamo che tutto questo debba essere il cuore del Piano d’ambito e che il successo del Piano passerà attraverso la capacità di coinvolgere le popolazioni interessate, che devono prima di tutto comprendere l’importanza della raccolta differenziata e poi imparare a modificare i piccoli gesti quotidiani.

Siamo convinti che le associazioni – citate e non – possano dare un importante contributo in termini di supporto ai comuni per le attività di promozione della raccolta differenziata, attraverso progetti di formazione nelle scuole e di informazione negli eco-sportelli che molti comuni stanno aprendo.

Per queste ragioni chiediamo di incontrare l’Assemblea dei Sindaci per discutere del Piano d’ambito dopo due anni dall’inizio dell’emergenza rifiuti nella Provincia e dopo nove mesi dall’affidamento dell’incarico per la redazione del Piano.

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