ANCONA – Nella mattinata del 17 maggio il presidente della Regione Luca Ceriscioli, affiancato dalla vicepresidente Anna Casini e dal direttore dell’ufficio speciale per la ricostruzione Cesare Spuri, ha presentato la campagna di comunicazione per gli interventi di ricostruzione pesante della Regione Marche, prevista da una specifica ordinanza del Commissario straordinario (19/2017).

“La ricostruzione pesante – ha precisato Ceriscioli – era l’anello che mancava per poter dire al cittadino, si tratti di impresa o danno leggero o pesante, che può ripartire. Restano fuori le aree che andranno perimetrate ma nel complesso del terremoto sono poche. Significa per la maggioranza dei marchigiani sapere che possono mettere a posto la loro casa, senza spendere un euro, rivolgendosi a un tecnico e mettere in moto quello che è il fondo di tutti i percorsi che facciamo: oltre l’emergenza c’è ricostruire quello che è stato danneggiato. Ci sono le risorse economiche, le regole, i percorsi, gli uffici: tutto si è avviato. Già una quindicina di progetti sono stati approvati, su 92 presentati, quelli della ricostruzione leggera sono pochissimi nel contesto generale però è il segno di qualcosa che parte”.

Per quanto riguarda le Sae Ceriscioli ha aggiunto: “La stragrande maggioranza delle Sae per ottobre saranno pronte (con l’eccezione di Pescara del Tronto, dove le 86 casette saranno consegnate ai cittadini a fine maggio) perché il grosso delle approvazioni che spettano ai comuni, cioè la consegna delle aree e l’approvazione del layout, è avvenuto tra metà aprile e inizio maggio. I tempi conseguenti per fare i passaggi le opere di urbanizzazione e la messa in posa delle casette arriva ad ottobre, mese importante in cui riparte la vita della comunità e si torna ad una prima forma di normalità anche con le scuole pronte”.

Dopo gli interventi di immediata esecuzione per la riparazione dei danni lievi, si può quindi procedere al ripristino o alla ricostruzione, con miglioramento sismico, di edifici gravemente danneggiati o distrutti. Le misure riguardano sia gli immobili a uso abitativo sia le unità produttive dichiarate inagibili con ordinanza sindacale emessa a seguito di scheda AeDES o di dichiarazione di non utilizzabilità con scheda FAST e successiva scheda AeDES, che si trovano nei Comuni colpiti dal sisma, dentro e fuori l’area del cratere. Per le prime o seconde case dentro il cratere e per le prime case o seconde case che si trovano nei centri storici fuori dal cratere il finanziamento per le spese ammissibili è del 100 per cento.

Per le seconde case fuori dal cratere che non si trovino nei centri storici il finanziamento è del 50% delle spese ammissibili. Tre gli adempimenti essenziali che il cittadino deve compiere: scegliere un professionista iscritto all’elenco speciale tenuto dal Commissario straordinario, al quale conferire l’incarico per la progettazione e la presentazione di tutti i documenti necessari:

presentare la domanda di contributo all’Ufficio speciale per la ricostruzione, avvalendosi del professionista;

comunicare all’Ufficio speciale l’istituto di credito scelto per l’erogazione del finanziamento.

Particolarmente significativo il fatto che sono incentivati che gli interventi unitari su edifici interconnessi: per il ripristino con miglioramento sismico e la ricostruzione un aggregato edilizio (almeno tre edifici strutturalmente interconnessi tra loro), è possibile presentare un’unica domanda di contributo, un unico progetto e affidare i lavori a un’unica impresa appaltatrice.

Questo comporta benefici in termini di operatività, ma anche in termini economici perché consente l’applicazione di meccanismi vantaggiosi nella determinazione del finanziamento, in relazione al numero degli edifici componenti l’aggregato edilizio.

Il contributo è totale e le spese ammissibili sono coperte al 100% senza bisogno di alcun anticipo o esborso economico. La domanda di finanziamento va presentata entro il 31 dicembre 2017 e i lavori devono essere ultimati entro 24 mesi. 

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