ANCONA – Approvato senza voti contrari dall’Assemblea legislativa regionale il Programma di informazione, formazione ed educazione ambientale (Infea) predisposto dalla Giunta regionale per il triennio 2017-2019. L’atto definisce le linee di indirizzo per il prossimo triennio per il sistema Infea Marche che conta oggi 44 Centri di educazione ambientale (Cea), organizzati in 8 reti territoriali.

Il sistema coinvolge mediamente 2.300 classi scolastiche ogni anno, offre opportunità lavorative a circa 240 persone qualificate, lavora con oltre 180 partner istituzionali e sociali, organizza eventi e attività a contatto con la natura per ragazzi, famiglie, adulti in generale, offrendo opportunità di turismo sostenibile attraverso il patrimonio naturale, storico, artistico, culturale ed enogastronomico delle Marche.

“Il Programma introduce un’importante novità sul fronte dell’accoglienza turistica – commenta l’assessore all’Ambiente, Angelo Sciapichetti – ai Cea che ne fanno richiesta sarà riconosciuta la denominazione di Iat (Informazione e accoglienza turistica), nel rispetto delle caratteristiche strutturali e operative regionali”.

Il Programma appena approvato conferma poi l’attuale assetto organizzativo del sistema di educazione ambientale e la titolarità per la prossima annualità scolastica 2017/2018 agli attuali soggetti. Per le successive annualità il riconoscimento potrà essere rinnovato nel rispetto di criteri definiti dalla Giunta regionale. L’atto approvato contiene anche una ricognizione dello stato di agibilità delle sedi dei Cea, circa la metà di essi ha infatti sede all’interno del cratere sismico. Oltre alla possibilità di temporanea destinazione di immobili non utilizzati altrimenti, da destinare ai Centri per consentire la continuazione della loro opera di animazione, è prevista anche la possibilità di realizzare strutture provvisorie ad hoc nell’ambito delle attività di ricostruzione post sisma.

Per una maggiore integrazione fra il sistema Infea e la scuola, il Programma prevede infine l’avvio di un confronto con l’Ufficio scolastico regionale, per percorsi sistematici di formazione ambientale nei curricula delle scuole

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