ASCOLI PICENO – Esattamente 50 anni fa moriva Cino Del Duca.

Una figura storica per la città di Ascoli. Dal punto di vista imprenditoriale e sportivo. Nato a Montedinove e morto a Milano nel 1967.

E’ stato un imprenditore, editore, produttore cinematografico e filantropo italiano. Ha vissuto e operato soprattutto in Francia, dove è noto per aver fondato diversi periodici e per l’attività filantropica e di sostegno alla cultura svolta in quel paese. È sepolto nel cimitero Père-Lachaise.

Per la sua attività filantropica, svolta anche con la moglie francese Simone, e a testimonianza del rilievo della sua figura, gli sono state intitolate in Italia lo stadio Cino e Lillo Del Duca di Ascoli Piceno, una via nello stesso capoluogo marchigiano, una a Milano, nei pressi di Piazza San Babila e in Francia una via a Parigi, Biarritz (via dov’è ubicato lo stadio del rugby che ospita le partite casalinghe della blasonata società rugbistica basca), Neuilly-sur-Seine e Maisons-Alfort

“A cinquant’anni dalla sua morte, il ricordo di Cino del Duca è ancora vivo nei cuori degli ascolani” ha affermato il sindaco Guido Castelli in una nota.

“Se per i più giovani il suo nome è semplicemente associato, assieme al fratello Lillo, all’intitolazione dell’omonimo stadio, per tutti gli altri Cino rappresenta la sintesi di grandi doti caratteriali e imprenditoriali – prosegue il primo cittadino –  Poco più che adolescente, essendo la sua famiglia in gravi difficoltà economiche, iniziò a lavorare senza perdere di vista gli studi ed i suoi obiettivi. Non sono bastate due guerre mondiali a interrompere la sua visione che aveva dell’editoria moderna, né le imposizioni del regime del tempo, che lo ritenne un sovversivo, ad intimorirlo e a farlo tacere. Neanche i confini territoriali sono riusciti a trattenerlo”.

“Da un piccolo Comune come Montedinove è partito alla conquista del suo mondo, riportando successivamente nel territorio Piceno un po’ di quella fortuna che si era guadagnato con caparbietà e incessante lavoro – aggiunge Castelli –  Con la carica di presidente onorario della Del Duca Ascoli, rivestita assieme al fratello Lillo, non ha solo dato un nuovo inizio al calcio ascolano, ma ha regalato un sogno che da oltre vent’anni accompagna tante generazioni”.

“Ma Cino non è solo parte della nostra storia sportiva – ricorda il sindaco –  E’ l’uomo che ha saputo scrivere la sua vita, l’ha saputa indirizzare guardando oltre gli ostacoli, oggettivi, che i suoi anni gli hanno posto duramente davanti. E’ a quel suo desiderio di arrivare oltre la meta che dobbiamo ambire. E’ a quella sua capacità di rialzarsi che dobbiamo protendere. La sua vita e il suo modo di concepirla, nonostante siano passati più di cent’anni dovrebbero essere prese come esempio e modello ideale per i nostri giovani, affinché non perdano fiducia nei propri sogni e nel futuro”.

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