ARQUATA DEL TRONTO – Momenti di nervosismo a Pescara del Tronto, tra i terremotati che aspettavano l’assegnazione, a causa del ritardo con cui è arrivato il notaio incaricato di presiedere al sorteggio delle 26 Sae, le prime che saranno consegnate nelle Marche.

“È da aprile che aspettiamo”, “è l’ennesima presa in giro”, “Come ci sentiamo? Arrabbiati e depressi, ecco come ci sentiamo!”. Queste alcune reazioni dei terremotati raccolte dall’Ansa.

La signora Anna è una tra le persone più tranquille in attesa davanti al modulo sede provvisoria del Comune di Arquata del Tronto, nella frazione di Borgo. “Siamo arrivati qui, aspettando, di 15 giorni in 15 giorni”.

La signora Elsa ha mostrato mostra ai giornalisti la confezione di un medicinale, probabilmente un ansiolitico. “Io dal 24 agosto 2016 sto così”. Entrambe le donne si sono sistemate ad Ascoli con il Cas.

“Io e mio marito non siamo tipi da albergo – spiega Anna – e poi noi siamo montanari, ad Ascoli fa caldo, vogliamo tornare qua”.

Dopo momenti di forte tensione, a Pescara del Tronto sembra essere tornata la calma: i terremotati si sono accordati sul metodo del sorteggio per l’assegnazione delle prime 26 soluzioni abitative d’emergenza, le casette in legno. A quanto riportato da una nota dell’Ansa, il sorteggio è cominciato alla presenza del notaio e del sindaco Aleandro Petrucci.

Doveva essere una giornata di festa, e invece ci cono state grida e lacrime fra i terremotati, riuniti a porte chiuse con il sindaco. Poi l’accordo.

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