ARQUATA DEL TRONTO – Dopo il “picnic nel cuore del mondo”, a Forca di Presta, i ragazzi di Chiedi alla Polvere sono tornati con un progetto ambizioso.

La loro proposta è quella di rendere accessibile a chiunque il sentiero di tre chilometri, che collega il rifugio degli Alpini al Belvedere, in un panorama che abbraccia scenari mozzafiato.

I giovani arquatani hanno ricevuto il supporto morale e logistico di Elena Pascolini, psicologa e antropologa di Ancona, che ha prestato assistenza nell’emergenza della tendopoli, e continua a seguirli nel progetto di rinascita di Arquata del Tronto.

“Il progetto del sentiero – spiega Elena Pascolini – rappresenta l’occasione per far conoscere questo territorio e invitare le persone a visitarlo. Abbiamo contattato i rappresentanti dell’Ente Parco, che si sono dimostrati immediatamente aperti e disponibili all’idea di rendere il sentiero fruibile per qualsiasi soggetto intenda percorrerlo. La burocrazia ha rallentato e impedito al Parco nazionale di rendere possibile l’idea, prima del terremoto. L’Associazione Chiedi alla polvere si prenderà carico della raccolta fondi e ha stipulato con il Parco dei Monti Sibillini un accordo di collaborazione, seguendo passo passo l’intero progetto. Contiamo che il progetto sia completato per la prossima primavera/estate.

Se dovessero ricevere ulteriori aiuti economici, i ragazzi di Chiedi alla polvere intendono utilizzarli per infrastrutture dedicate, come punti di sosta e ristoro, indicazioni in codice di lettura braille.”

Può sembrare utopistico – continua Elena Pascolini – ma l’idea dei giovani di Arquata è quella di immaginare un’oasi turistica, dedicata a chiunque. Provare a trasformare Arquata, rendendola un luogo di nicchia, dove il turismo diventa consapevole, rispettoso dell’ambiente e dell’individuo.

Il supporto logistico, sia per i ragazzi che per Elena Pascolini, per queste iniziative è sempre garantito da Sante Corradetti e Stefano Cappelli, che fanno parte della sezione della Protezione civile di Arquata e garantiscono l’accesso nelle zone rosse.

Domenica 18 giugno, a Forca di Presta era presente anche Maria Ferraioli, una donna energica e attiva nell’ambito dei diritti dei disabili.

La fotografa anconetana conosceva già il territorio immerso nel parco dei Monti Sibillini, ma è rimasta notevolmente colpita dalle macerie, che ha incontrato lungo i paesi di Piedilama e Pretare. Insieme a Sante Corradetti, Stefano Cappelli, Elena Pascolini e i giovani di Chiedi alla polvere, ha tentato di percorrere con la carrozzina il sentiero, ma è stata costretta a rinunciare, per la mancanza di stabilità delle ruote sulla ghiaia del sentiero, ora maggiormente devastato.

“L’incontro tra Maria Ferraioli e i ragazzi di Chiedi alla polvere – ricorda Elena Pascolini – è stato emozionante. Le condizioni umane sembravano essere simili, la riscoperta di una particolare sensibilità per le piccole cose. Perdere il diritto delle piccole libertà quotidiane diventa logorante e lo scambio emotivo era particolarmente suggestivo e poetico, in uno scenario ambientale così coinvolgente.”

La campagna di raccolta fondi lanciata dai giovani arquatani mira a favorire un turismo di nicchia.

Il primo obiettivo è il ripristino del sentiero e il miglioramento in termini di accessibilità. Successivamente, il progetto è quello di lavorare sulla riconversione del territorio di Arquata, nel sogno di rinascita, realistico e entusiasta come Maristella, Natalìa, Gaia, Andrea, Diego, Davide, Federico, Christian, Alessandro, Desirèe, Eros, Maria,Emanuele e Vincenzo.

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