ANCONA – La Svim, la società di sviluppo della Regione Marche, chiude il bilancio 2016 con un attivo di 38.016,00 euro. A fronte di un milione di euro gestiti, ha sviluppato attività economiche, per la comunità marchigiana, di oltre 20 milioni di euro: il 15 per cento dell’importo ha finanziato direttamente i Comuni marchigiani partner di Svim.

Lo comunica l’amministratore unico, Gianluca Carrabs, che sottolinea come la Svim sia “una società virtuosa, agile e snella, con in organico solo tre dipendenti a tempo indeterminato e 15 collaboratori esterni., in possesso di elevate professionalità, incaricati esclusivamente all’attuazione dei singoli interventi progettuali”.

Il primo obiettivo della nuova dirigenza, continua Carrabs, “è stato quello di adeguare la struttura al riordino intervenuto a seguito della normativa regionale, che consentirà l’implementazione di un efficace e uniforme sistema di gestione e controllo, contribuendo, al contempo, al perseguimento dell’obiettivo di contenimento della spesa pubblica”. Il lavoro di Svim, prosegue, “si attua attraverso le proprie capacità di intercettare fondi comunitari diretti su tematiche quali innovazione, internazionalizzazione, politiche di cooperazione territoriale, sviluppo sostenibile, politiche sociali. Fondi che ricadono sul territorio marchigiano solo grazie alla competenza di Svim”.

Oltre a queste attività, Svim fornisce assistenza tecnica alla Regione Marche nella programmazione, gestione e valutazione dei fondi strutturali, come Fesr e Feamp 2014 – 2020. “Questo ruolo potrebbe essere sempre più strategico e operativo. Le Marche, come del resto tutta l’Italia, stanno attraversando, da otto anni, una crisi strutturale che investe il modello economico tradizionale che coinvolge sempre di più il sistema produttivo, occupazionale e ambientale. Accanto alla crisi economica si è abbattuto, su questi territori, il dramma del sisma, il quale ha mutato inevitabilmente tutte le priorità. La soluzione per agire efficacemente è concentrare il nuovo modello di sviluppo sulla valorizzazione dei grandi giacimenti naturali che possediamo, come ambiente e paesaggio, agricoltura e beni culturali, artigianato e industria innovativa e di qualità . Questo nuovo modello di sviluppo, viene supportato e sviluppato dalla Regione Marche, attraverso la revisione di metà mandato dei fondi strutturali( (Fse, Fesr, Feasr, Feamp ), rimodulandoli secondo le nuove priorità, da aggiungere alle risorse derivanti dallo Stato attraverso il Fondo di sviluppo e coesione . Sulla scorta di queste riflessioni e alla luce della riforma della Svim, la società potrebbe supportare la Regione nell’attuazione di questo disegno”.

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