MONTEMONACO – Durante gli eventi sismici che hanno interessato le Marche tra il 2016 e il 2017, la zona dei Monti Sibillini è stata tra le più colpite costringendo la popolazione a situazione davvero difficili, poi aggravate dal freddo e dalla neve di gennaio congiunte a nuove scosse, il Comune di Montemonaco, ai piedi del dei Monti Sibilla e Vettore, con i suoi 630 abitanti, conta oggi un terzo degli abitanti. Montemonaco ha oggi il 70 % delle abitazioni e degli esercizi commerciali inagibili. In questo panorama abbastanza raccapricciante, il museo di arte sacra di Montemonaco, facente parte della rete dei Musei Sistini del Piceno, (con le sue dieci sedi diffuse sul territorio)  non ha subito danni, ed è sin da subito diventato il punto fondamentale per il ricovero delle opere d’arte di vario genere, provenienti dalle chiese del territorio: sia dalle chiese romaniche (le cosiddette Cattedrali dei Monti Sibillini) di San Giorgio all’Isola, di Santa Maria di Casalicchio nella frazione di Tofe e  di San Lorenzo in Vallegrascia, che dalle  moltissime chiese rurali che disseminano questa parte di territorio montano.

Faticoso e lento è stato il recupero delle opere d’arte effettuato congiuntamente dalla Soprintendenza delle Marche, dal nucleo dei Carabinieri per la tutela patrimonio artistico e dai Vigili del Fuoco. L’esistenza della rete museale dei Musei Sistini, con le sue sedi dislocate anche nel territorio montano (Comunanza, Force e Montemonaco),  ha consentito di far rimanere l’ingente patrimonio artistico a cui la popolazione è fortemente legata,  nelle comunità locali.

Il museo si è dunque arricchito di molti manufatti (è stato perciò totalmente riallestito) alcuni dei quali di grandissimo pregio ed importanza come le due lastre scolpite in arenaria, del secolo XII provenienti dalla chiesa di San Lorenzo in Vallegrascia raffiguranti le storie della Salvezza: un recupero faticosissimo data la delicatezza e il loro peso di una tonnellata cad una; dalla stessa chiesa la scultura lignea raffigurante San Lorenzo; ma ancora dalla chiesa di Santa Maria in Casalicchio, la scultura raffigurante San Sebastiano insieme al San Bartolomeo proveniente dalla chiesa di Foce. Ancora dall’adiacente chiesa parrocchiale di San Benedetto vi sono state trasferite opere come la Pietà, una copia molto ben fatta, dell’originale di Annibale Carracci conservato al Louvre,  il braccio reliquiario di San Benedetto, restaurato qualche anno fa dall’Opificio delle Pietre Dure di Firenze, una Pietà in pietra colata della fine del sec. XV di arte tedesca e una tela raffigurante S. Benedetto con le storie della sua vita; dalla chiesa di San Giovanni Battista, il dipinto raffigurante la Sant’Orsola sponsorizzato dal Consolato Polacco per le Marche e molte altre opere ancora.

Moltissime infine sono state le campane recuperate nel territori da campanili inagibili, crollati i pericolanti: dalla più antica del sec. XII della chiesa di Altino a quelle del XX secolo.

A partire da questa massiccia presenza nel museo di campane, è nata l’idea di costruire un nuovo simbolico campanile all’esterno del museo, per far risuonare insieme le campane di alcune chiese durante l’arco della giornata: al mattino, a mezzogiorno e alla sera.

L’idea è ben presto diventata realtà quando l’Associazione culturale ‘Sala delle Asse’ ha adottato e sponsorizzato questo progetto. L’Associazione, il cui Presidente è il Prof, Raffaele Casciaro dell’Università del Salento, opera su tre città, quelle di  Lecce, Roma e Milano. Quasi cinquanta persone hanno effettuato delle donazioni per questo intervento: un grande segnale di solidarietà verso una piccola comunità, nell’auspicio che le campane possano tornare a suonare per sempre sui propri campanili restituendoci la serenità.

I maestri campanari, domenica 9 luglio alle ore 16.30 effettueranno una ‘suonata di inaugurazione’ Alla base del campanile è stata costruita una tastiera per poter consentire ai bimbi di fermarsi per suonare le campane.

ORARI DI APERTURA: Il museo di Montemonaco resterà aperto dal 9 luglio al 10 settembre, tutti i giorni dalle 17 alle 19; al di fuori di questi orari su prenotazione è disponibile il numero 347 3804444.

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