ASCOLI PICENO – “Le modalità con cui la regione Marche ha gestito la destinazione degli sms solidali è un esempio di come un ente pubblico non dovrebbe gestire il rapporto con il proprio territorio. Nessuna condivisione preventiva, nessun criterio predeterminato, nessun documento: solo qualche slides che i sindaci hanno potuto vedere da lontano e solo all’ultimo istante”. Parole dure espresse dal sindaco di Ascoli, Guido Castelli.

Il primo cittadino ha proseguito: “Una proposta che nessuno conosceva e che è stata formulata all’insegna del ‘prendere o lasciare’. Ovviamente senza neppure uno straccio di documento scritto che consentisse di esaminare il provvedimento in maniera meno che superficiale. Ancora una volta la Regione ha confermato l’atteggiamento verticistico che ispira l’azione di un ente apparentemente incapace di costruire percorsi di coinvolgimento strutturale delle comunità colpite dal terremoto”.

Guido Castelli spiega il perché l’amministrazione non ha partecipato al voto nella serata del 12 luglio: “Abbiamo ritenuto ‘politicamente irricevibile’ e che, sul piano degli sms solidali, penalizza incredibilmente il comune di Arquata, vero simbolo del martirio del territorio Piceno – prosegue il primo cittadino – Non ci interessa alimentare una ‘guerra tra poveri’ e sono contento per i comuni che hanno ricevuto le varie donazioni ma non possiamo dimenticare che la stragrande maggioranza di quegli sms sono stati inviate da persone che avevano negli occhi e nel cuore il dolore di Arquata. Averlo dimenticato è, da parte della regione, imperdonabile”.

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