ASCOLI PICENO – “Ad Ascoli Piceno, purtroppo, sono sempre più frequenti le azioni, talvolta violente, perpetrate da giovani studenti appartenenti a CasaPound o comunque di matrice fascista. La più grave, verso la fine di novembre, è accaduta davanti all’Istituto Professionale Mazzocchi, ove un membro del blocco studentesco, spalleggiato da altri suoi simili, ha colpito al volto un giovane eletto tra i membri del consiglio di istituto, per l’unica colpa di appartenere alla parte avversa”.

Queste le dure parole di Liberi e Uguali: “Un’altra esibizione di intolleranza, seppur all’apparenza meno grave, si è manifestata con lo striscione contro le Acli appeso davanti all’Istituto Tecnico Commerciale e per Geometri Umberto I, che enunciava, pregno di presuntuosa ed agghiacciante ignoranza: ‘L’accoglienza è il vostro progetto, ma chi fugge dalla guerra non merita rispetto’. Un messaggio aberrante, che da solo denuncia la pochezza mentale e umana di chi lo ha scritto”.

Il coordinamento prosegue: “Tutto ciò accade perché in Ascoli, come nel resto d’Italia, CasaPound e movimenti vari di estrema destra stanno occupando sempre più scuole, piazze, periferie, diffondendo la loro becera propaganda tra gli studenti e gli emarginati, nel silenzio e spesso nella tacita connivenza di settori della destra più presentabile”.

Il coordinamento provinciale di Liberi e Uguali “condanna fermamente questi episodi e questa propaganda demenziale, traboccanti di inciviltà e di ignoranza e che rischiano di trascinare nel fango la dignità e il buon nome di Ascoli e dei suoi cittadini per colpa di un gruppo di esaltati che si ammantano di un’ideologia criminale che ha già tragicamente fallito nel passato, portando l’Italia e l’Europa alla distruzione e ad abissi di dolore”.

“Come quasi un secolo fa, approfittando della crisi economica che affligge questo paese, assieme a politici spesso inadeguati e incapaci di dare risposte efficaci sui gravi temi economici ed occupazionali che affliggono i tanti italiani in difficoltà, CasaPound si sta facendo largo in tutta Italia, offrendo risposte apparentemente semplici, ma orribilmente fasulle, a problemi complessi e incancreniti – affermano – Trovano spazio soprattutto nelle periferie, tra quegli esclusi senza prospettive, rassicurazioni e risposte, colpevolmente abbandonati sull’altare dell’ideologia economica del liberismo, di cui i fascisti sono allo stesso tempo critici e sacerdoti”.

“Un’ideologia che ha i suoi punti programmatici principali nella discriminazione degli immigrati (meglio se dal colore della pelle diverso da quello bianco caucasico) poiché ladri di lavoro, protagonisti di una non meglio precisata invasione e di ogni altro male noto ed ignoto, come gli ebrei del secolo scorso. Vecchi ed abusati motivi, adatti ad innescare la più classica delle guerre tra poveri, in cui, come al solito, i poveri non escono mai vincitori” afferma il coordinamento.

“Noi, che ci sentiamo ed apparteniamo alla sinistra italiana, non possiamo ignorare il dolore, le ansie, le miserie che soprattutto negli ultimi dieci anni hanno progressivamente colpito vasti strati più deboli ed esposti dei nostri concittadini a causa del liberismo trionfante. Ne capiamo le paure, ma non possiamo neppure accettare di ritornare sugli errori del passato come se non avessero lasciato alcuna traccia nelle nostre coscienze e nelle nostre intelligenze – aggiunge il coordinamento – Noi ci batteremo sempre per la libertà e l’eguaglianza tra persone di ogni sesso, colore e religione, contro lo sfruttamento ed i razzismi di ogni tipo, per una convivenza basata sulla dignità di ognuno, proprietario di sé e del proprio avvenire perché parte non emarginata della società”.

“Noi non accettiamo che la democrazia rischi di essere abbattuta da una follia propugnata da un gruppo di frustrati capaci solo di menare cazzotti, imbrattare muri e lenzuoli con scritte deliranti e mettersi sull’attenti davanti al primo capo bastone che li seduca e chiediamo per questo a tutti i cittadini di Ascoli di riflettere ed unirsi a noi per ricacciare questo passato nell’unico posto che gli appartiene: le fogne della Storia – conclude il coordinamento – Anche per questo molti di noi hanno aderito al Comitato Antirazzista Piceno”.

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