ASCOLI CALCIO – “Il grande amore per il nostro Ascoli, ci ha portato purtroppo  a dare fiducia a che si è dimostato diverso da come si era presentato il 6 febbraio 2014. Quel giorno abbiamo consegnato la nostra passione a chi ha invece palesato in questi anni di non meritarla“.

Parole dure da parte del gruppo “Ultras 1898” indirizzate al patron Bellini. Una ‘pace’ suggellata qualche giorno fa interrotta nella tarda mattinata del 15 dicembre dopo aver appreso gli ultimi movimenti societari.

“Purtroppo abbiamo assistito e siamo stati vittime involontarie di teatrini mediatici e giochi di potere in cui l’Ascoli è stato relegato all’ultimo posto nei pensieri di chi ha amministrato; decisioni contraddittorie, dichiarazioni da lì a poco smentite, una mancanza totale  e sistematica di rispetto verso la tifoseria e la città, la società diventata un porto di mare, con l’alternarsi ai vertici di personaggi di ogni genere, poi ripartiti o liquidati con le tasche piene, tutto a danno del nostro nome e della nostra storia – affermano i tifosi –  Nonostante tutto ciò, noi ci siamo sempre stati nella buona e cattiva sorte, abbiamo sostenuto e supportato la squadra in campo e cercato di non far deragliare l’Ascoli pur se questa era ormai stabilmente in mano ad incapaci, tappandoci il naso e gli occhi di fronte a quello che accadeva a Corso Vittorio”.

Gli ultras dichiarano: “Ci abbiamo provato fino alla fine, cercando di far capire che proseguendo su questa strada si sarebbe finiti nel baratro – proseguono – Abbiamo, perciò, esposto al dottor Bellini e alla signora Marisa queste considerazioni, presentandogli i fatti e la realtà nuda e cruda delle cose. Ci aspettavamo, come minimo, che avrebbero preso atto della situazione e messo da parte il ragionier Cardinaletti e la sua equipe”.

“Apprendiamo, invece, che il presidente, a questi soggetti, ha confermato pieni poteri e fiducia, provocando conseguentemente anche l’uscita di scena dei soci ascolani e in pratica determinando così la fine della società nata il 6 febbraio 2014 – affermano – Tutto ciò ha rappresentato l’ennesimo schiaffo alla città ed a tutta la tifoseria e per questo non possiamo accettarlo”.

I tifosi dichiarano: “Noi i giochetti di palazzo li abbiamo sempre combattuti e smascherati e questo modo di fare, che ha  allontanato gente, piccoli e grandi imprenditori di un territorio ormai martoriato da crisi e terremoto, è semplicemente vergognoso ed irrispettoso – proseguono gli ultras – Per quanto ci riguarda, presidente Francesco Bellini, puoi vendere subito la società senza aspettare la fine del campionato. Quello che rappresenta l’Ascoli per noi va oltre la categoria ed in questo contesto ci basta sapere che c’è chi non permetterà alla sua storia di morire ma anzi di proseguire il suo evolversi con dignità e trasparenza, quelle parole tanto sbandierate a destra ed a manca ma mai realmente esistite”.

La curva Sud lancia un monito: “Ricordati Bellini: noi non siamo l’Ascoli Picchio ma siamo e saremo sempre l’Ascoli calcio”.

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