SPINETOLI – Dopo il rogo alla palazzina di via Tevere a Pagliare durante la notte di Capodanno, già al centro di mesi di polemiche per, arriva anche la presa di posizione del Pd provinciale. Di seguito una loro nota stampa.

“L’anno 2018 nel nostro territorio è iniziato nel peggiore dei modi: un incendio, quasi certamente doloso appiccato nella cittadina di Spinetoli proprio nel sito ove dovevano essere ospitati dei richiedenti asilo. È un gesto vile e delinquenziale, eseguito da chi mette in atto intolleranza e razzismo. Il Partito Democratico condanna fermamente l’episodio e si augura che le forze dell’ordine riescano presto a trovare e a consegnare alla giustizia chi ha commesso questo gravissimo reato. Facciamo appello alla responsabilità di tutte le forze politiche e istituzionali affinché collaborino alla costruzione di un clima civile dove l’odio e l’intolleranza siano isolati e stigmatizzati.”

Praticamente in contemporanea, ma stavolta tramite lo strumento dei social, era arrivata pure la condanna, ancor più dura e argomentata del consigliere comunale ascolano Francesco Ameli, che sul suo profilo facebook scrive:

“Quando ho appreso della notizia della #palazzina andata a #fuoco a #Spinetoli mi è venuta una domanda in mente: “A che punto è la notte?” E non si parla di un film, ma dell’imbrutimento, e del buio che scende sulle nostre terre e la speranza di una nuova alba. Nel medioevo si incendiavano case con persone che avevano la peste. Ma siamo davvero tornati a quel periodo? Il fatto è di una gravità inaudita che non può trovare spiegazioni né giustificazioni. Ma una domanda è legittima: è stato anche il continuo buttare benzina sul fuoco da parte di cittadini e frange politiche che ci ha portato a dover assistere a gesti simili? Ora ci saranno indagini e sicuramente (e speriamo il prima possibile) si arriverà all’individuazione dei responsabili. Ma sarebbe bene che tutti (politica, cittadini, comitati, istituzioni) si interrogassero sul perché di certi fatti e si impegnassero per far si che l’odio e l’intolleranza non siano più parole usate nelle nostre terre lavorando tutti insieme per arrivare ad un valido sistema di governo dell’accoglienza senza dover rimane inerti a tale fenomeno”

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