SPINETOLI, SULL’INCENDIO ALLA PALAZZINA DI VIA TEVERE

LA NOTIZIA Il rogo si è originato attorno alle ore 3:30 della notte del 1° gennaio. Sono stati sistemati inneschi in due dei tre piani dell’immobile, ben connessi con la diavolina che ha originato un fuoco tale da aver distrutto i solai interni all’edificio, che al momento risulterebbero non utilizzabili e da abbattere.

CHI E’ STATO? La Procura di Ascoli ha aperto una inchiesta per incendio doloso con aggravante razziale. La qualità dei mezzi utilizzati per propagare l’incendio è tale da far ritenere che si tratti di persone esperte che hanno studiato a lungo l’intervento e non, quindi, di una eventuale “bravata” estemporanea della notte di Capodanno.

Alcune voci da noi raccolte a Pagliare, ovviamente da verificare accuratamente, sembra parlino di due persone viste da qualcuno quella notte nei pressi dell’edificio. Difficile anche pensare che si tratti di persone residenti a Pagliare o almeno nella zona, perché facilmente riconoscibili.

 

TESTIMONIANZE

IL GIOVANE 18ENNE Così a Pagliare, a pochi passi da via Tevere, è facile raccogliere le impressioni dei residenti, anche se non tanto facile è far loro accettare una registrazione video. C’è chi, come un ragazzo non ancora diciottenne, se la prende di fatto contro il nugolo di anziani che discutono a poca distanza: “Per i miei coetanei l’arrivo dei migranti nell’edificio non è un problema, la maggior parte dei giovani sono indifferenti a questa cosa. Il problema lo creano più gli adulti. Ormai siamo arrivati un punto pur di non far venirli arriviamo a fare un po’ di tutto e appiccare gli incendi. Siamo un paese dove appena si fa qualcosa che non va bene alla gente c’è una esplosione di rancore verso queste persone, anche se il sindaco ha garantito che si tratta di brave persone. Forse incide la notizia della ragazza tredicenne stuprata ad Ascoli, molti si sono impauriti. Qui sono venuti a protestare giovani da Ascoli, San Benedetto e Colli del Tronto, magari quelli di Casapound, ma non i ragazzi di Pagliare”.

LA DONNA MAROCCHINA A poca distanza dalla palazzina incendiata, incontriamo una donna di origine marocchina che lavora per una famiglia italiana: “All’inizio dicevano che arrivavano delle famiglie, poi dei ragazzi. Io non sono razzista ma in Marocco sta accadendo la stessa cosa. Vengono molti immigrati dal sud dell’Africa passando per il Marocco con la speranza di arrivare in Europa: fanno casino, disturbano le ragazze. Da noi è molto peggio che qui e io ho paura. Sono qui sola con un anziano, se qualcuno combina qualcosa non è facile sapere chi è stato il responsabile. Se fossero meno, invece che 50, sarebbe una cosa più controllabile”.

GLI ANZIANI 1 “La questione è stata gestita male: abbiamo saputo che venivano i migranti casualmente, una notte, chiedendo perché portavano letti e armadi dentro – ci dice un anziano pagliarano – Non mi sembra una cosa bella. La questione non era chiara, all’inizio neanche per il sindaco che diceva di non sapere nulla. Non siamo razzisti, se i migranti fossero ripartiti diversamente sarebbe più gestibile. Vicino ci sono delle famiglie con delle ragazze giovani, sapere che arrivano 50 ragazzi affianco non fa loro piacere anche perché non è gente che deve lavorare, stanno tutto il giorno in casa senza fare nulla ed è uno stabile senza neanche un giardino, la situazione diventerebbe invivibile per loro prima di tutto. Casapound? Neanche li conosco, non è che si sono comportati come terroristi, hanno partecipato alla manifestazione ma senza creare scompiglio, si sono comportati bene, hanno chiesto di poter portare delle bandiere. Non gli possiamo dire niente poi se si strumentalizza politicamente è un’altra questione. Il sindaco? Forse sapeva quello che sarebbe accaduto prima di noi”.

GLI ANZIANI 2 “Qui di sera le persone hanno paura, c’è una sola automobile dei Carabinieri da Cupra a Spinetoli, se succede qualcosa prima che arrivano passa un sacco di tempo”.

LA POLITICA

Se il sindaco Luciani ancora non rilascia dichiarazioni, abbiamo ascoltato le opinioni di Roberto Pagnoni, candidato sindaco per il centrodestra alla passate elezioni comunali (2014), consigliere comunale e portavoce del Comitato Cittadini Spinetoli, e Tonino Silvestri, anche lui candidato sindaco per il M5S e consigliere comunale.

PAGNONI “Il problema è nato perché tutto è avvenuto all’insaputa dei residenti. Addirittura dopo aver visto eseguire alcuni lavori all’interno dell’edificio, ad ottobre, di notte, sono state scaricate brandine e mobili e un residente ha saputo tramite un semplice lavoratore che lì sarebbero arrivati dei migranti. Parliamo di una casa di tre piani con un attico, 140 metri quadrati per piano e con garage al piano terra. Ufficialmente ci è stato detto che gli ospiti sarebbero stati 35, numero che però sale a 50 come da incontri che abbiamo avuto e anche come da bando. Noi rifiutiamo qualsiasi etichetta di razzisti, secondo noi una miglior dislocazione dei migranti risolverebbe molti problemi, ma piazzarne 50 in un unico edificio, con una disponibilità di spazio inferiore agli 8 metri quadrati a testa, crea soltanto problemi di vivibilità. Parliamo di giovani dai 25 ai 30 anni che bivaccano tutto il giorno, in molti sono preoccupati”.

“Il sindaco Luciani ha capito che doveva stare dalla nostra parte, bisognava aderire prima al sistema Sprar. Riguardo la Lega e Casapound? Hanno partecipato alla marcia senza interferire, noi siamo liberi cittadini e non ci muoviamo per fini politici ma per salvare la vivibilità di via Tevere. Prima di Natale ci siamo incontrati con Luciani proponendogli due strade: la prima, l’acquisto dell’edificio, di proprietà della Santa Rita Srl che poi gestisce l’accoglienza dei migranti con la Versoprobo S.c.s.. il cui fatturato è passato da 200 mila euro nel 2015 a 1,6 milioni nel 2016. L’edificio potrebbe ospitare le associazioni di volontariato pagliarane o per i senzatetto. Oppure Luciani potrebbe coinvolgere degli imprenditori per trasformare l’edificio in un bad & breakfast. Ma non si è mosso nulla”.

SILVESTRI “Il problema nasce nella notte di ottobre in cui si è sparsa la voce dell’arrivo dei migranti. Nessuno sapeva nulla. Ho cercato di spiegare già quella sera che la questione doveva essere portata in consiglio comunale, in modo che il sindaco potesse chiarire quel che stava avvenendo. Invece così non è stato e già due giorni dopo giravano dei video di Casapound: è passato un messaggio che per primo nuoce a Pagliare stessa, ovvero che questo è un paese razzista quale non è. Eravamo il fiore all’occhiello del Piceno per l’alto numero di cooperative sociali insediate, non è possibile diventare il contrario in poco tempo”.

“Innanzitutto il numero di migranti è di 50 e non 37, come da bando. Ci sono delle responsabilità del sindaco: non avere informato da subito, essersi prestato ad una sfilata alla presenza di Casapound da solo nel suo partito, non aver convocato il consiglio comunale aperto nel quale spiegare serenamente la situazione. Adesso è facile strumentalizzare ma il tema va affrontato seriamente. C’è un problema: Spinetoli è l’unico comune dell’Unione dei Comuni che al momento può accogliere migranti, perché gli altri hanno una esenzione temporanea poiché rientrano nell’area del cratere del terremoto. Ecco che Spinetoli è chiamata ad assorbire una quota di migranti pari a quella dell’intera Unione. Noi come M5S a livello locale abbiamo chiesto un Consiglio comunale aperto, mentre a livello nazionale abbiamo presentato una proposta per far sì che nelle Prefetture vi sia un settore specializzato nella gestione dell’immigrazione, un “Centro Territoriale””.

Si ringrazia per la collaborazione Carlo Fazzini

COMMENTO Quanto avvenuto negli ultimi mesi nella cittadina posta al baricentro della Vallata del Tronto è sintomatico della difficoltà di comprendere un presente complesso, della facilità di penetrazione di sentimenti di chiusura (quando non dichiaratamente fascisti o razzisti, sia chiaro) rispetto a quelli di apertura alle altre culture, di inettitudine amministrativa, e infine anche della predominanza degli interessi privati rispetto ad una questione di rilevante interesse pubblico.

Resta comunque un punto discriminante, che non è il rifiuto della violenza (ovviamente soltanto i webeti hanno il coraggio di plaudire all’incendio della palazzina di via Tevere): si tratta di non far avanzare l’idea che la diversità di razza o cultura sia a prescindere elemento di rottura di un placido e piccolo equilibrio della provincia picena o italiana che sia. L’idea che alcuni richiedenti asilo possano rappresentare un pericolo per la vita dei residenti deve essere, questa sì, respinta a prescindere. Se si pensa che nella stessa Spinetoli vivono quasi 800 cittadini extracomunitari su una popolazione di 7 mila abitanti e che a 200 metri di distanza da via Tevere vi sia un edificio che ospita alcuni stranieri senza che ad oggi nessuno abbia lamentato chissà quali problemi al di là di un po’ di confusione notturna, fa capire che su via Tevere vi sia stato un eccesso di premure facilmente evitabili in partenza.

Gli errori del sindaco Luciani, la reazione “di pancia” dei residenti, l’infiltrazione dei fascisti di Casapound con una provvidenziale risposta “antifascista” hanno creato un humus esplosivo sfociato nel rogo di Capodanno. Fiamme date all’edificio ma che potrebbero esaltare qualche testa calda e, un giorno, se la reazione non sarà forte e ferma, spingersi oltre.

E le ultime notizie confermate dalla Prefettura, cioè che in via Tevere avrebbero alloggiato dei minori non accompagnati, dovrebbe comunque generare un senso di umana pietà in tutti noi. Rifiutare accoglienza a ragazzi che hanno perso i genitori o ne sono stati allontanati, arrivati dall’altra parte del mondo, non è un sentimento umano. Prima ancora di entrare nei distinguo delle inefficienze del caso.


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