ARQUATA DEL TRONTO – Il vicesindaco di Arquata, Michele Franchi, fa il punto della situazione del comune più colpito dal terremoto dello scorso anno.

Un anno e mezzo fa, Arquata del Tronto era distrutta e tutti gli abitanti costretti a evacuare l’intero comune. Ora, l’amministrazione comunale è lieta di aver completato la consegna delle casette, l’ultima area quella di Faete.

Intanto, continuano i lavori di messa in sicurezza delle varie frazioni, come Trisungo e Borgo e la rimozione delle macerie a Piedilama e Pretare. Alcune abitazioni sono state demolite completamente e le macerie sono state portate via, anche se il lavoro è ancora lungo. Lo smaltimento delle macerie è sotto il controllo della Picenambiente, mentre si attende l’apertura del sito di smaltimento a Pescara, in modo che le macerie vengono lavorate nello stesso territorio, cosicchè ci sia vantaggio in termini di tempo e di possibili sbocchi lavorativi per gli arquatani.

“Un particolare riguardo – spiega Franchi – per Arquata, nei prossimi giorni si comincerà a studiare il piano di ricostruzione per il nostro capoluogo. L’Università di Camerino collaborerà con noi, al fine di capire come e dove ricostruire. Si occuperanno degli studi di microzonazione sismica. Inoltre, per i nostri paesi è necessaria la riapertura delle strade. Abbiamo bisogno di una viabilità sicura e scorrevole.”

Lo scorso mercoledì si è registrata una nuova scossa sismica, di magnitudo 3.6, con epicentro Amatrice, “La scossa di mercoledì ci ha riportato indietro di molti mesi, – precisa Michele Franchi – le persone hanno provato gli stessi sentimenti di paura, queste scosse così forti ci ricordano ogni volta quello che abbiamo subìto. Dobbiamo conviverci, ma non è sempre facile”.

Riaperto il bar alimentari a Trisungo, si continua a ricostruire il ritorno alla normalità, poiché finora il semplice gesto di fare la spesa costringeva le persone a dover percorrere diversi chilometri. “Siamo fiduciosi che questo nuovo traguardo – continua il vicesindaco arquatano – aiuti le persone a credere alla vera rinascita del nostro territorio”.

Concludendo, il vicesindaco Franchi ricorda che “sono stati montati i prefabbricati per le delocalizzazioni delle varie attività, in questi giorni è stato montata la struttura per il bar ristorante di Gino Quattrociocchi a Pretare”.

Per quello che riguarda il Centro commerciale a Pescara, “sollecitiamo nuovamente affinchè i lavori per gli allacci, per le rifiniture interne e per gli arredi siano ottimizzati. La gente ha bisogno di strutture dove incontrarsi, acquistare prodotti, e i nostri commercianti e artigiani hanno bisogno di tornare a lavorare, per evitare che Arquata non sia costituita esclusivamente dalle SAE”.

La scadenza per le domande di ricostruzione, intanto, subisce un ulteriore ritardo. Quella per la ristrutturazione di danni lievi è stata prorogata ad Aprile, quella per la ricostruzione pesante a fine Ottobre 2018.

Con le nuove delibere, si cominciano ad affrontare anche i primi punti legati alla copertura intera o meno degli oneri della ricostruzione.

Il Comune di Arquata, con la delibera numero 54 dello scorso 29 dicembre, approva il regolamento sulla partecipazione ai piani di ricostruzione. Durante il consiglio comunale, il geometra Mauro Fiori ha ribadito le due fasi per la pianificazione dei lavori, ovvero quella aperta a tutti e quella di concertazione con i soggetti legittimati e accreditati al processo di ricostruzione. Nella fase consultiva i soggetti saranno chiamati a definire e pianificare alcuni punti come:

  • costruzione di un condiviso Quadro Conoscitivo degli Immobili privati e pubblici,
  • costruzione di un condiviso Quadro Conoscitivo spazi pubblici,
  • ricostruzione della storia urbanistico-architettonica, sociale, ed economica della frazione, recupero di documentazione cartacea e fotografica di proprietà degli abitanti dei luoghi.

Inoltre, potranno consultarsi in merito a decisioni come:

  • individuazione preliminare dei possibili Aggregati Edilizi, pianificazione con verifica delle modalità di cantierizzazione dell’area
  •  individuazione degli spazi pubblici di aggregazione
  •  individuazione di eventuali aree per le delocalizzazioni
  •  individuazione di eventuali tracciati vari alternativi a quelli esistenti.

Il Comune si è inoltre impegnato a creare un portale WEB dedicato al processo di ricostruzione, aperto a tutti i cittadini e alle Associazioni accreditate.


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