ASCOLI PICENO – Tra le diverse iniziative organizzate ad Ascoli Piceno per la “Giornata della memoria”, che quest’anno ricorda il 73° anniversario della liberazione del Campo di Concentramento di Auschwitz, da segnalare il ritorno in città il 20 gennaio di Bruno Segre.

Lo studioso trovò riparo ad Ascoli nel 1943 quando aveva 13 anni per sfuggire alle discriminazioni razziali in atto, dopo la guerra rimase nel capoluogo piceno riprendendo gli studi, dovuti abbandonare a causa delle leggi razziali.

Due gli eventi in programma sabato 20 gennaio organizzati dal Circolo Acli “Achille Grandi” e dall’Istituto provinciale per la storia del movimento di liberazione delle Marche: la mattina Segre incontrerà gli studenti del liceo classico “Stabili”, da lui frequentato, nel pomeriggio presenterà invece il suo ultimo libro “Che razza di ebreo sono io“. Durante l’incontro verrà inoltre consegnato un riconoscimento ai discendenti di Romeo De Amicis, l’ascolano che accolse in casa la famiglia Segre.

Laureato con Antonio Banfi, collaboratore di Adriano Olivetti, insegnante nel Canton Ticino, Segre ha lavorato soprattutto nell’editoria e collaborato a giornali e riviste. Dopo la pensione è divenuto attivissimo esponente di una minoranza critica della Comunità ebraica: ha visto infrangersi il mondo nuovo che Israele sembrava promettere negli anni Sessanta, ha contestato il progressivo nazionalismo sionista, ha cercato attivamente soluzioni di convivenza tra Israele e Palestina.

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