ASCOLI PICENO – “Siamo soddisfatti di apprendere che l’Amministrazione Comunale di Ascoli recepisce con un proprio dispositivo e proprie risorse le misure di contrasto alla povertà già messe in atto dal governo Gentiloni con  il reddito di inclusione”.

Queste le parole della consigliera comunale Valentina Bellini del Partito Democratico sul tema del reddito di dignità.

“L’Assessora Ferretti  aveva esposto a grandi linee il progetto nella seduta consiliare del 27 luglio presentando il percorso come un passaggio di condivisione anche all’interno del Consiglio Comunale che invece purtroppo non c’è stato, ma su questo sapevamo di non poter contare: le Commissioni consiliari e il contributo di proposta che esse possono dare non sono uno strumento preso in considerazione da questa Amministrazione – afferma la Bellini – Ci teniamo pertanto a suggerire in questa sede alcune idee che possono contribuire a fare di questa misura qualcosa di utile e non una distribuzione senza criteri ben definiti, oltre a quello di una soglia di reddito.  Anche perché, essendo effettivamente pochi i nuclei familiari e le persone  che possono essere toccati dall’intervento, senza una scelta netta di campo si può scivolare con molta facilità verso il favoritismo di alcuni su altri. Cosa che, ne siamo sicuri, l’Amministrazione è la prima a non volere”.

La consigliera comunale aggiunge: “Siamo pertanto desiderosi di conoscere i parametri che l’Amministrazione vorrà darsi che per il momento, almeno sulla stampa, sono tanto vaghi quanto lo erano nel luglio scorso – dichiara –  Si potrebbe pensare ad esempio alle famiglie monogenitoriali che spesso vivono ai limiti dell’indigenza, non avendo  una rete familiare a cui attingere per far fronte alle principali necessità dei figli (ad esempio i padri separati o le madri single lavoratrici) – afferma – oppure,  visto che le risorse rischiano di essere esigue per nuovi interventi si potrebbe prendere in considerazione la possibilità di reintegrare le cosiddette “borse lavoro” che attualmente prevedono una remunerazione al di sotto della dignità (100 euro). Ciò darebbe anche un segno simbolico di riconoscimento al ruolo che questi cittadini occupano nel contesto sociale”.

“Purtroppo i gruppi familiari e le persone che in Ascoli avrebbero bisogno di queste poche risorse sono tante: per questo è importante un’assunzione forte di responsabilità nella individuazione mirata di criticità ben definite, altrimenti si può incorrere facilmente in generiche distribuzioni che potrebbero generare malumori e, peggio, ingiustizie. E non accontentare nessuno – prosegue la politica –  Quello che emerge con forza comunque è che solo con una stretta collaborazione tra gli Enti si può tentare di dare risposte alla situazione così grave di tante famiglie ascolane. Penso ad esempio alle risorse nelle scorse settimane attribuite al Comune dalla Regione (circa 200 mila euro) per azioni a favore degli interventi educativi  sulla fascia di popolazione scolastica da 0 a sei anni. Niente da solo è risolutivo ma tutto può concorrere al miglioramento se usato equamente  e, appunto, in modo sinergico”.

Valentina Bellini conclude: “Questo spirito di collaborazione troppo spesso è mancato nell’Amministrazione  ascolana di questi decenni sia nelle piccole scelte come nei grandi temi  con le conseguenze di indebolimento e di isolamento della città che ben conosciamo”.

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