ASCOLI PICENO – “Con riguardo ai miasmi avvertiti in alcune aree dei Comuni di Ascoli Piceno, Castel di Lama e Maltignano, l’Amministrazione Provinciale non si è mai tirata indietro rispetto agli impegni e agli indirizzi operativi formulati nel protocollo d’intesa siglato a fine dicembre scorso e fortemente voluto con Arpam e Comuni interessati con l’obiettivo di pianificare le più opportune azioni di indagine e controllo”.

Questa è la risposta dell’Ente alle proteste di residenti e del Comitato Anti Inquinamento Villa Sant’Antonio- Castel di Lama: era stata lamentata la “mancanza” di risposte o provvedimenti, promessi a fine 2017.

La Provincia aggiunge: “Sono stati infatti effettuati sopralluoghi da parte di Arpam sia al depuratore Consid che in altri siti e, a breve, verranno installati due sistemi di monitoraggio della qualità dell’aria nei Comuni di Castel di Lama e Maltignano per individuare l’eventuale presenza di inquinanti, tutte attività previste nel protocollo e volte a tutelare la salute e l’ambiente”.

“Proprio recentemente, inoltre, è tornato a riunirsi di nuovo, su convocazione della Provincia, il tavolo tecnico con gli enti interessati per fare il punto della situazione – dichiarano dalla Provincia di Ascoli – I tecnici hanno evidenziato che da dicembre ad oggi la problematica dei miasmi si è drasticamente ridimensionata sia come frequenza e intensità del fenomeno, sia nel numero di segnalazioni da parte dei cittadini che sono state esigue e tutte raccolte e verificate con sopralluoghi che non hanno dato alcun esito”.

L’ente afferma: “C’è comunque da parte di tutte le istituzioni la piena volontà di tenere alta la soglia di guardia e di proseguire con la massima attenzione l’attività di monitoraggio e ogni azione utile a individuare le cause dei cattivi odori e a porre in essere i necessari interventi”.

Un pensiero sulla questione delle macerie all’Agraria di Porto d’Ascoli: “Da rilevare che la Provincia ha già posizionato un sistema di monitoraggio per monitorare la qualità dell’aria nelle operazioni di recupero”.

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