ASCOLI PICENO – La sezione Reati contro il patrimonio della Squadra Mobile ascolana, unitamente al personale di quella teramana, ha eseguito nel pomeriggio di oggi, primo marzo, due misure cautelari nei confronti di un italiano e di un rumeno, responsabili di furto aggravato ad Ascoli Piceno.

Alla fine del mese di maggio 2017 i due uomini, fingendo di giocare  alle slot machines all’interno del bar “Stadio” di via Rozzi, erano riusciti a manometterle, forzandole, e a portar via circa 330 euro di monete.

Nello stesso periodo gli stessi soggetti avevano colpito anche al bar “Il Cacciatore”, poiché erano trovate, all’interno dei cambiamonete almeno 7 banconote di 50, per metà vere e per metà contraffatte, che introdotte nella macchinetta, avevano consentito l’erogazione del corrispettivo in monetine da uno e due euro.

Ed infine gli stessi malviventi, nelle stesse giornate, avevano colpito all’interno del bar tabacchi di via Napoli, impossessandosi di oltre 1.300 euro, dopo aver forzato, manomettendole ben tre slot machine.

L’attività di indagine subito posta in essere, coordinata dal Sostituto Procuratore Lorenzo Maria Destro, aveva consentito di far emergere indizi precisi e concordanti nei confronti di:

S. G., teatino del 1987, ma residente a Silvi Marina, con precedenti di polizia specifici, per aver perpetrato furti con medesime modalità, in altri esercizi commerciali sul territorio abruzzese, ora ristretto in carcere a Teramo;

M. P., rumeno del 1971, residente a Silvi Marina e rintracciato a Montesilvano, sottoposto alla misura degli arresti domiciliari,

Grazie anche alle testimonianze delle vittime che attentamente erano state allertate dal rumore delle monetine erogate ogni volta, che le aveva indotte ad annotarsi il numero di targa della 147 a bordo della quale i due uomini erano giunti presso gli esercizi commerciali. All’identificazione si è giunti anche grazie alle immagini di videosorveglianza dei locali interessati dai furti in questione.

Il G.I.P presso il Tribunale di Ascoli Piceno, Annalisa Giusti, concordando con gli esiti delle risultanze investigative, ha disposto le due custodie cautelari.

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