ASCOLI PICENO – “La filiera agroalimentare del Vietnam ha bisogno di standard di sicurezza, di tecnologia e innovazione, di macchinari di trattamento, per la catena del freddo, per lo stoccaggio, per l’ottimizzazione in fase di post raccolto e per la realizzazione del packaging: sono comparti dove il distretto Piceno e un po’ tutte le Marche possono garantire prodotti eccellenti e standard elevati di qualità”. Lo ha detto il presidente della Camera di Commercio di Ascoli Piceno, Gino Sabatini, incontrando, questa mattina 29 marzo, le aziende del settore agroalimentare e dei macchinari per la trasformazione dei prodotti e i vertici della Camera di Commercio italiana in Vietnam (Icham).

“Incontri b2b che daranno frutti nel medio periodo – ha aggiunto Sabatini – perché il Vietnam è un mercato in crescita (96 milioni di abitanti, Pil 2017 a +6%) e la presenza sempre più significativa di investimenti esteri ha avuto un impatto positivo sia sui cittadini, che oggi hanno maggiore capacità di spesa perché si sono create nuove e solide opportunità di lavoro e il costo orario della manodopera è cresciuto, sia sulle aziende locali, che hanno bisogno di crescere soprattutto nella qualità delle loro produzioni”.

Il presidente di Icham, Michele D’Ercole, ha spiegato che “il Vietnam è un Paese leader nell’esportazione di prodotti alimentari, che però non sono in concorrenza con le Marche e le produzioni picene in particolare”: pepe, caffè, anacardi, riso e prodotti della pesca. “Si pensi, ad esempio, all’olio di oliva e al vino di qualità – ha aggiunto -, ma anche ai prodotti di nicchia come le olive ascolane”. Il direttore esecutivo dell’ente camerale italiano in Vietnam, Hoang Hai Pham, ha sottolineato anche “che questo Paese rappresenta una porta spalancata su altre economie asiatiche importanti, come l’Indonesia, la Cambogia, il Laos dove c’è una forte crescita del mercato domestico”.

Secondo il presidente di Piceno Promuove, Rolando Rosetti, “bisogna guardare al Vietnam puntando su qualità dei prodotti, tecnologia e managerialità e mettendo alle spalle l’idea che si tratti di un’area nella quale delocalizzare le produzioni, perché sarebbe una strategia che fallirebbe nel brevissimo periodo: si pensava, sbagliando, la stessa cosa della Cina, Paese dal quale chi ha avuto l’idea di trasferirsi solo per risparmiare sul costo del lavoro sta tornado sui suoi passi. Questi, sono Paesi da considerare come mercati di vendita”.

La delegazione dell’Icham era stata il giorno prima a Pesaro, per incontrare gli imprenditori della meccanica e del mobile. “Dobbiamo ragionare nell’ottica di sistema e di valorizzazione delle risorse dei territori – ha spiegato il presidente della Camera di Commercio di Pesaro Urbino, Alberto Drudi, presente all’incontro di oggi –. Con Ascoli Piceno e il presidente Sabatini siamo in piena sintonia: partire dai punti di forza della propria area per valorizzare tutta l’economia regionale, obiettivo in linea con la nascita della camera di commercio delle Marche e le tre aziende speciali di filiera”.

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