ASCOLI PICENO – In provincia di Ascoli Piceno, nel 2017, gli occupati sono 80.365 con un calo di 42 unità rispetto al 2016, pari allo 0,1%. I maschi sono aumentati di 1455 unità passando da 44.677 a 46.132 unità pari al + 3,3%; le femmine sono diminuite di 1497 unità passando da 35.730 a 34.233 unità pari al -4,2%.

E’ questo il quadro che emerge dai dati Istat elaborati dall’Ires Cgil Marche.

Il tasso di occupazione complessivo della provincia è pari al 58,5% con un incremento dell’1,4% rispetto al 2016; il tasso di disoccupazione è pari al 14,5% con un calo dello 0,3%. Per quanto riguarda le donne, il tasso di disoccupazione aumenta del 4% rispetto al 2016 mentre quello maschile diminuisce del 3,7%.

Tra gli occupati, i dipendenti sono i più numerosi e sono pari a 59.357 unità contro 21.008 lavoratori autonomi.

Tra i principali settori produttivi, l’edilizia segna un incremento di 579 unità pari a + 47,3%, segue l’agricoltura con + 463 unità pari a +37,8% e i servizi con 404 unità in più pari a + 1%. In calo, invece, risulta l’industria con -1518 unità pari a -8,8%.

“I dati ci presentano un territorio ancora, complessivamente, in difficoltà incapace di agganciare la leggera ripresa economica a livello nazionale – dichiara Barbara Nicolai, segretaria Cgil Ascoli Piceno -. L’aumento contenuto dell’occupazione maschile non compensa la riduzione di quella femminile, segnale evidente che la crisi continua ad avere effetti verso le fasce più deboli del mercato del lavoro. Anche la qualità dell’occupazione continua a peggiorare con l’arretramento dei contratti a tempo indeterminato e l’aumento dei contratti precari, soprattutto tempo determinato e somministrazione – aggiunge – per quanto riguarda i settori produttivi, se da un lato il settore edile evidenzia una leggera ripresa a seguito delle prime opere legate al terremoto dopo una crisi senza precedenti, dall’altro, l’industria presenta un calo preoccupante. Il riconoscimento del Piceno come area di crisi complessa con i relativi stanziamenti di fondi e agevolazioni non ha prodotto ancora risultati significativi. Per questo, serve un ulteriore, urgente e condiviso sforzo di tutti gli attori locali a partire dalla politica e dall’imprenditoria affinchè si colga concretamente questa opportunità in termini di sviluppo e soprattutto di occupazione di qualità”.


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