ASCOLI PICENO – Sabato 28 aprile si è tenuto ad Ascoli il convegno “Siria: scene e retroscene”, organizzato dalla Consulta Provinciale degli Studenti di Ascoli Piceno e l’USR per le Marche, Ufficio IV, ambito Territoriale di Ascoli Piceno e Fermo, con il patrocinio del Rotary Club di Ascoli Piceni, presso la Bottega del Terzo Settore.

“L’evento, ha visto la partecipazione di 220 studenti delle scuole secondarie di II grado del Comune di Ascoli Piceno e – ricorda Simona Flammini, referente dell’Ufficio IV – è nato dall’esigenza di  offrire una riflessione intorno al tema della guerra in Siria e stimolare una lettura critica delle rivolte popolari contro il regime di Assad”.

Il convegno è stato il frutto di un’elaborazione di alto profilo culturale e politico, chiamando in causa docenti ed esperti:

  • Il Generale di Corpo d’Armata Ciro Cocozza
  • L’Associazione Sol.Id ONLUS (referente Alberto Palladino)
  • Il Giornalista F. Petronella

che hanno evidenziato la situazione attuale arricchendo l’analisi  con il punto di vista delle rispettive competenze.

Per la prima volta è stato concretizzato un sintetico excursus storico sulla Siria, esaminando le origini del conflitto, inquadrato nel più ampio movimento di rivolte sociali. Tutto è cominciato nel 2011 con la primavera araba che, dopo i tunisini e gli egiziani, ha spinto anche i siriani a scendere in piazza. La popolazione della Siria chiedeva libertà, democrazia e stato di diritto.

“La guerra in Siria è un conflitto difficile da raccontare e riassumere in una mattinata- continua Simona Flammini – Abbiamo tentato di evidenziare, attraverso i tre interventi, i passaggi chiave, gli interessi, mutevoli, e gli equilibri di forze attraverso lo schema della domanda e risposta, seguendo un andamento perlopiù cronologico. Per farlo abbiamo dovuto semplificare, escludendo alcuni aspetti. L’intenzione è stata quella di offrire agli studenti un quadro complessivo del conflitto fornendo strumenti essenziali a una corretta comprensione della vicenda”.

Quello che è successo in Siria non comincia come una guerra, comincia con manifestazioni pacifiche che hanno coinvolto migliaia di siriani, organizzati in comitati locali, sull’onda di quelle che sono state chiamate “primavere arabe”, ovvero un vasto movimento di protesta che ha coinvolto gran parte del mondo arabo. Quella in Siria è diventata una guerra nell’autunno del 2011 a causa della reazione di Assad che ha represso con forza le proteste, sparando sulla folla. Messi di fronte all’impossibilità di manifestare pacificamente una parte dei siriani ha dunque preso le armi. Ma da chi sono state prese le armi? Si tratta di tre categorie di persone: la prima è quella di coloro che prima dimostrava pacificamente ma che la repressione ha esasperato; la seconda è composta da quei soldati e membri della forze di sicurezza che hanno disertato a seguito della condotta di Assad dando vita all’Esercito Siriano Libero; la terza sono i fondamentalisti islamici. Questi ultimi si dividono i due parti: da un lato quelli che erano nelle carceri di Assad e sono stati liberati dal regime con un’aministia; dall’altra persone che sono confluite in Siria dall’estero (Iraq, Libia, Giordania).

L’evento si è concluso con una riflessione: “Cosa dobbiamo attenderci per il futuro della Siria? Sicuramente ricostruire una società civile in Siria, unica vera garanzia per una pace duratura nel paese”.

Ma al contempo, la stessa Simona Flammini esorta tutti i giovani presenti a concedersi il tempo per capire cosa li appassiona, per fare errori: “Il successo non sarà definito da ciò che avrete preso dal mondo, ma da ciò che avrete dato. Siete la generazione più formata mai esistita. Sono certa che i momenti di apatia non derivano dal disinteresse verso il mondo, ma dalla frustrazione e dal sentimento di impotenza. Partite alla scoperta di questo mondo, abbiate fiducia nelle vostre capacità e rendetelo migliore di come lo avete ereditato da noi”.

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