ANCONA – Trenta borse di studio triennali per un importo di 65mila euro ciascuna con un intervento complessivo della Regione Marche pari a 780mila euro per realizzare percorsi di dottorato di ricerca con le università e le imprese locali. La giunta regionale su proposta dell’assessore al Lavoro, alla formazione e all’istruzione Loretta Bravi ha confermato anche per il 2018 le linee di indirizzo per l’attuazione del progetto Eureka.

“L’obiettivo è raccordare la ricerca accademica con il mondo imprenditoriale – spiega l’assessore Bravi – . L’intervento è fondamentale soprattutto per le piccole e medie aziende che possono cogliere in questo modo l’opportunità di avvicinarsi alla ricerca in un’ottica rispondente alle proprie esigenze di innovazione e di aggiornamento delle risorse umane che impegnano per rafforzare la propria competitività, attraverso un salto di qualità. Gli ambiti di ricerca ritenuti prioritari e funzionali alle strategie di sviluppo del territorio sono infatti a favore dell’innovazione di prodotto e di processo e dell’internazionalizzazione delle imprese, della green economy, delle biotecnologie, della domotica e dell’ambient assisted living, del sistema moda, del distretto del mare, del turismo e dei beni culturali. Dal 2016 inoltre la ricerca si estende anche al settore del legno in tutte le sue articolazioni, all’agroalimentare, alla meccanica, alla salvaguardia e valorizzazione del paesaggio e del suo territorio”.

Destinatari della borsa di dottorato di ricerca sono i laureati residenti, o domiciliati, nelle Marche, disoccupati/inoccupati. Beneficiari dell’intervento sono invece le Università che aderiscono al progetto Eureka (con avviso pubblico per manifestazione di interesse) come responsabili delle attività progettuali e del rilascio del titolo accademico oltre a contribuire finanziariamente investendo 1/5 della spesa totale per le borse di studio che saranno ammesse alle provvidenze regionali e mettendo a disposizione le proprie strutture e attrezzature.

Anche le imprese con sede operativa nella regione e dove si svolgerà parte delle attività di ricerca (con avviso pubblico) si impegnano a sostenere la quota prevista a loro carico pari a 2/5 della spesa. Le risorse stanziate dalla Regione provengono dal POR Marche Fse 2014/2020.

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