ANCONA – Le imprese femminili hanno meno disponibilità di capitale iniziale proprio o di finanziatori.

E’ un aspetto rilevante di queste aziende anche nelle Marche messo in luce dal rapporto sull’imprenditorialità della Fondazione Aristide Merloni. A fine 2017 le imprese marchigiane in rosa erano 39.421 (-116 rispetto al 2016): esiste ancora un gap di genere per le ‘neonate’ che pure nelle Marche, specie nei settori manifatturiero e tecnologico, sono cresciute in generale più che in Italia. La percentuale di imprese femminili sul totale si attesta al 22,8% contro il 21,8% italiano.

A quanto riportato da una nota dell’Ansa, la propensione imprenditoriale delle donne è inferiore della metà di quella degli uomini e il divario cresce per le imprese ad alta tecnologia.

Le iniziative in rosa riguardano soprattutto i servizi e il turismo. Due le azioni suggerite per efficaci azioni di stimolo: approfondire la conoscenza di caratteristiche e problemi dell’imprenditorialità femminile e investire nel sostegno sistematico all’avvio di imprese e nella formazione

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