ANCONA – “È stata una giornata di riflessione e di prospettiva, per avere rassicurazioni che la Brexit non penalizzi pesantemente l’agricoltura marchigiana”.

Ha così sintetizzato, la vice presidente della Regione Marche Anna Casini, i lavori del Convegno “Scenari futuri della politica agricola”, promosso dalla Regione Marche, con la partecipazione di Filip Busz, capo unità della direzione Agricoltura della Commissione europea, per la prima volta in Italia. L’Unione sta definendo un bilancio da 1.279 miliardi di euro per il prossimo settennio 2021-2027, con nuove priorità legate all’immigrazione, sicurezza, difesa e all’uscita del Regno Unito che genera un disavanzo annuale di 12 miliardi (84 nel settennio). Una proposta di bilancio che prevede un aumento delle risorse per ricerca, immigrazione e tagli all’agricoltura.

“L’importanza della Politica agricola comune (Pac) nelle Marche è determinante, specie nel settore degli investimenti aziendali – ha detto Casini – Con la Brexit tutto viene rimesso in gioco. Puntiamo a scongiurare un previsto taglio del 7% delle risorse Pac per la nostra regione che attualmente valgono 120 milioni di euro all’anno”.

Busz ha illustrato le previsioni del nuovo bilancio, non ancora approvato, sul settore agricolo. Gli obiettivi riguardano il rafforzamento della tutela ambientale, il sostegno delle zone rurali, l’innovazione. Verrà valorizzato il ruolo degli Stati membri e delle Regioni “Realtà più vicinie ai territori”, rispetto alle istituzioni europee. Le previsioni dei tagli per la Pac riguardano sia i pagamenti diretti (primo pilastro), sia la dotazione del Fesr (Fondo europeo per lo sviluppo rurale, secondo pilastro). Busz ha parlato di un riequilibrio del 10% tra i finanziamenti dell’Unione e quello degli Stati membri, con la necessità di 14,2 miliardi di cofinanziamento nazionale per mantenere invariato il sostegno pubblico complessivo nelle aree rurali.

“L’Unione europea è tra i protagonisti del mercato globale, per quanto riguarda le esportazioni alimentari e l’Italia ne è leader. Dobbiamo continuare nella politica di sostegno all’agricoltura e resistere alle sfide del cambiamento”. Ricordando che la Pac sostiene 7 milioni di aziende agricole, coinvolge il 48% del territorio dell’Unione e che nelle zone rurali vive il 55% dei cittadini Ue, Busz ha concluso il suo intervento anticipando che “entrambi i pilastri della Pac avranno un unico regolamento, orientato alla semplificazione e al raggiungimento dei risultati più che alla conformità”, con un invito all’Italia (“secondo Paese europeo ,dopo la mia Polonia, a produrre più burocrazia”) a semplificare le procedure amministrative.

Nel suo intervento svolto al convegno, Fabio Pierangeli (dipartimento Politiche europee del Ministero Agricoltura), ha evidenziato che “a fronte di obiettivi e vincoli crescenti per le aziende agricole, continua il trend di ridimensionamento del peso della Pac nel quadro finanziario pluriennale Ue. Il bilancio dell’Unione pone nuove sfide e nuove priorità. Le politiche tradizionali (Coesione e Pac) vengono sacrificate anche per compensare la Brexit sulle entrate Ue. Introduce tuttavia più flessibilità e sussidiarietà, con un orientamento maggiore verso la responsabilità e il conseguimento dei risultati”.

Lorenzo Bisogni (dirigente servizio Politiche agroalimentari della Regione Marche) ha illustrato alcuni traguardi già conseguiti con la programmazione 2014-2020 del Programma di sviluppo rurale Marche, mentre Franco Sotte (dipartimento Economia, Politecnica delle Marche) ha svolto una relazione sullo sviluppo rurale sostenuto dalla Pac nelle Marche, presentando diversi dati di sintesi.


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