ARQUATA DEL TRONTO – Venerdì 8 giugno dalle ore 16 alle 19.30, presso il Centro Polivalente Agorà di Borgo, si terrà il quinto incontro del percorso “Prefigurare il futuro, metodi e tecniche per potenziare speranza e progettualità” organizzato dalla Fondazione Patrizio Paoletti.

Gli incontri a ingresso gratuito rappresentano un supporto, condotto da psicologi e pedagogisti, a favore delle comunità colpite dal sisma.

“Prefigurare il futuro” è un’iniziativa unica a livello nazionale, avviata in via sperimentale l’anno scorso nelle Marche. Il successo riscosso della scorsa edizione ha spinto la Fondazione Paoletti a proseguire nel suo impegno anche quest’anno, estendendo il progetto anche all’Umbria.

L’edizione 2018 è iniziata in marzo e proseguirà fino a luglio, per un totale di 7 incontri gratuiti. L’ultimo appuntamento si terrà ad Ascoli Piceno il 18 luglio Teatro Ventidio Basso.

Romina Morresi è l’operatrice sul territorio di Fondazione Patrizio Paoletti e tutor d’aula. Tania Di Giuseppe, docente e responsabile del progetto, delinea i punti chiave dell’incontro “Il potere della resilienza”.

L’incontro “Il potere della resilienza” ad Arquata è simbolico. Il post sisma è un percorso drammatico che la popolazione continua a vivere, nonostante i primi passi della rinascita. Resilienza è la capacità di affrontare e superare un momento traumatico.

Quali crede siano gli strumenti reali per adattarsi a un cambiamento così repentino e distruttivo?“Gli strumenti di cui abbiamo bisogno – spiega la psicologa Tania Di Giuseppe –  per trasformare la vulnerabilità in forza e determinazione sono figli del nostro mondo interiore: qualità che si apprendono e possono essere incrementate. La consapevolezza, la speranza e la progettualità sono qualità che crescono dentro di noi e si rafforzano con l’orientamento di attenzione e volontà. Possiamo dirigere la nostra attenzione verso ciò su cui possiamo esercitare un controllo, verso ciò che ci rigenera e ci dà forza. Possiamo esercitare volontà verso il desiderio di cambiare e di costruire per noi stessi un futuro, riprendendo in mano la nostra vita”.

“Oggi la neuro psicopedagogia didattica ci viene in aiuto: – continua la Di Giuseppe – conoscere i meccanismi cerebrali e utilizzare questi saperi per orientarci a ciò che desideriamo davvero è un operazione possibile e pratica. Ogni giorno piccole azioni consapevoli che richiamano alla parte migliore di noi possono davvero condurre la rotta della nostra nave, verso un porto sicuro, desiderato e prefigurato”.

L’obiettivo del vostro progetto è quello di fornire nuove prospettive di futuro. Gestire le emozioni significa reagire alle paure, con l’aiuto di se stessi e della comunità?

“Ad un anno e mezzo dal sisma il superamento delle difficoltà, della perdita e del dolore per incontrare il cambiamento e un nuovo spazio per iniziare a vivere, – precisa Tania Di Giuseppe – riguarda ogni cittadino e riguarda certamente la comunità.
Conoscere le meraviglie del nostro cervello e sapere che la nostra struttura è predisposta per superare le avversità e che possiamo utilizzarci per ritrovare fiducia e vitalità è un apprendimento che ci lega in primis come specie apice, come uomini dotati di una struttura specifica che ha precise qualità che altre specie non hanno.

Gli altri sono così importanti in questo lavoro ricostruzione di sé che potremmo definirli come la nostra espansione neuronale: dall’altro possiamo imparare, – conclude la Di Giuseppe – possiamo prendere ciò che in quel momento non abbiamo, in uno scambio continuo in cui il desiderio di superare le difficoltà ci rafforza e non ci fa sentire soli ma insieme in un cammino comune.

Durante il corso, verranno condivisi i 10 passi per un cervello di resiliente. Ce ne può anticipare qualcuno? “Sono 10 passi che abbiamo messo insieme dallo studio di un ampia letteratura scientifica a riguardo. Uno dei passi che suggeriamo – commenta Tania Di Giuseppe –  per rendere il nostro cervello resiliente è quello di tenere un diario della gratitudine. Ringraziare ogni giorno per piccole e grandi cose, ringraziare sempre più spesso, farne una sana abitudine. Questa attitudine orienta le nostre associazioni mentali verso strade di maggiore possibilità. La gratitudine ha un effetto molto positivo sulle nostre emozioni e ci rende più aperti verso il cambiamento, ci permette di perdonarci e perdonare, lasciando spazio alla progettualità e al futuro.
Un altro passo per renderci più resilienti è praticare un Minuto OMM ( one minute meditation) strumento messo appunto da Patrizio Paoletti, ideatore di questo percorso Prefigurare il futuro. Lo faremo nella pratica durante la lezione.

La partecipazione al corso è aperta alla popolazione di Arquata. Perchè consiglierebbe il corso “Il potere della resilienza”? “Perché è possibile affacciarsi ai tesori della propria mente – risponde la psicologa –  con curiosità e semplicità. Perché questi incontri nascono perché possiamo prenderci cura di noi, trovare un tempo per noi, per imparare a vivere meglio superando i terremoti della vita imparando a trasformare i condizionamenti in condizioni e le condizioni in opportunità.

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