ASCOLI PICENO – Il fenomeno del lavoro in somministrazione, ovvero il lavoro attraverso le Agenzie di lavoro (o interinale), è in netta crescita anche nel nostro territorio.

Le “missioni”, così si chiamano i contratti che i lavoratori stipulano con le Agenzie per prestare servizio presso aziende terze, dall’inizio dell’anno ad oggi sono state in tutta la provincia quasi 10 mila. Un esercito di lavoratrici e lavoratori coinvolti, difficile perfino da quantificare, che troppo spesso si sentono abbandonati a loro stessi: lavorano in un luogo di lavoro senza far parte a tutti gli effetti del personale assunto, non conoscono le proprie tutele e diritti, e vivono la precarietà estrema di non sapere mai se il loro contratto verrà rinnovato oppure no.

“Dai dati in nostro possesso infatti, la durata media dei contratti è di circa 10 giorni ognuno. A fronte di questa situazione il Nidil Cgil vuole rilanciare una campagna per la tutela e l’informazione di queste lavoratrici e lavoratori, con uno sportello a loro dedicato. Vogliamo ‘accendere i diritti’ di questi lavoratori, far conoscere loro i diritti che hanno, quelli che stiamo cercando di conquistare in queste settimane con il rinnovo del contratto nazionale del settore, quelli che già hanno grazie alle prestazioni di tutela previste dall’Ente Bilaterale.” dichiara Daniele Lanni, Responsabile Provinciale del Nidil Cgil Ascoli Piceno.

“E’ infatti in discussione in questi giorni il rinnovo del CCNL del lavoro interinale e il Nidil-Cgil, unitariamente agli altri sindacati confederali, sta mettendo sul tavolo richieste importanti per migliorare le condizioni di questi lavoratori. Le trattative con le associazioni che rappresentano le Agenzie per il Lavoro sono aperte, e la nostra volontà è quella di informare quotidianamente i lavoratori che rappresentiamo sulla situazione delle trattative – aggiunge Lanni – Non solo informazione sul rinnovo del Contratto Nazionale, ma invitiamo tutte le lavoratrici e lavoratori interessati a contattarci ed aderire alle nostra battaglie per conoscere i diritti già acquisiti e le prestazioni a loro dedicate che già esistono (come ad esempio le tutele in caso di infortunio, malattia, disoccupazione, tutele sanitarie, sostegno alla maternità previste dall’ente bilaterale), e quelli che invece stiamo cercando di conquistare”.


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