ARQUATA DEL TRONTO – La montagna torna a vivere, a riscoprire le sue bellezze, a mostrare di nuovo gli antichi sentieri che collegano i paesi. Ad Arquata, grazie alla volontà e all’impegno dell’Associazione “Arquata Potest”, lo scorso 17 giugno si è riscoperto e ripulito il sentiero che collega la frazione di Faete a quella di Spelonga, la chiesa della Madonna della Neve a quella della Madonna dei Santi.

Se si unisce la forza di volontà, l’amore incondizionato per il luogo del cuore, il desiderio di vedere i propri paesi ancora in vita i sogni riescono a tramutarsi in realtà.

L’Associazione “Arquata Potest” nasce nel 2014, il progetto “CamminArquata” aveva già portato a termine un altro obiettivo, ovvero ridare nuova linfa al sentiero che da Arquata raggiungeva Spelonga. Fu inaugurato il 16 agosto 2016, poco prima che il sisma distruggesse il territorio di Arquata del Tronto.

Che cosa rappresenta il recupero dell’antico sentiero Faete – Spelonga, dopo la tragedia del sisma che ha sconvolto e distrutto Arquata?

Il recupero del sentiero Faete-Spelonga significa ricominciare, – raccontano i referenti di Arquata Potest – ricominciare da quello che nemmeno la forza devastante dei terremoti di questi anni ha potuto intaccare: lo splendore delle nostre terre. Recuperare il sentiero significa rendere disponibile per tutti un percorso di bellezza e insieme di riflessione e di sensibilizzazione. Tutti: dai residenti, alle persone originarie, ai già amanti del comune dei Due Parchi ai sempre più numerosi appassionati delle escursioni, delle camminate e del turismo lento. Perché Arquata deve ripartire e lo deve fare con una marcia in più. Lo deve fare perché se lo merita, se lo meritano le persone che nonostante tutto vanno avanti ogni giorno; coloro che qui con fatica sono riusciti a riaprire la propria attività o chi sta ancora cercando strenuamente di farla ripartire, entrambi con una stessa necessità: che ci sia una nuova e più grande domanda per la qualità e le eccellenze di cui queste terre sono ricche”.

I ragazzi proseguono: “Il sentiero Faete-Spelonga, lungo circa un chilometro e mezzo e che avvicina col suo percorso le Chiese della Madonna della Neve di Faete e della Madonna dei Santi di Spelonga, è la seconda tappa, la prima dopo il terremoto, del nostro progetto che punta a creare nel tempo una rete di antichi e suggestivi sentieri recuperati. Sentieri storici, percorsi chissà quante volte dai nostri antenati, le cui famiglie, ogni anno, erano obbligate a turno a farvi dei lavori di manutenzione che hanno permesso ai bellissimi muretti a secco e ai pavimenti selciati di arrivare fino ai giorni nostri. Il nostro impegno è di contribuire a rendere Arquata una nuova meta per camminatori. Il nome, CamminArquata, non è di certo casuale”.

Chi ha partecipato, come e da chi è stata decisa l’iniziativa?

Il risultato di questo fine settimana si deve tutto alle braccia e al cuore dei volenterosi Carlo Ambrosi, Sante Corradetti, Maurizio Paci, Stefano Piergiovanni, Lucio Pichini, Giancarlo Noceti e allo Sci Club Aquilotti del Gran Sasso. L’iniziativa era nata da un’intuizione avuta chiacchierando ai tavolini della nostra sede in Piazza Umberto I ad Arquata nell’estate del 2015. Con l’arrivo della primavera abbiamo quindi iniziato ed ultimato il recupero del primo sentiero, quello che collegava anticamente Arquata e Spelonga. Inaugurato poi il 16 agosto 2016 con una passeggiata diversa da quelle che eravamo soliti organizzare ormai da anni. Diversa perché era un percorso che tornava ad essere calpestato dopo decenni grazie ad un impegno tanto faticoso quanto appagante; non sapevamo di certo che quella passeggiata avrebbe avuto poi un valore ancor più forte. Inutile dire che il terremoto ha poi cambiato tutto, sapevamo però che, al momento opportuno, continuare a portare avanti questo progetto diventava ancora più importante. Quel momento si è presentato con l’arrivo delle casette, con la riapertura delle prime attività e la possibilità di poter tornare almeno su alcuni sentieri. Così durante la riunione dei soci dello scorso ottobre presso il Centro Agorà abbiamo ufficialmente deciso di riorganizzarci per poter arrivare pronti all’estate e fortunatamente, nonostante diversi imprevisti, ce l’abbiamo fatta”.

Quali sono i prossimi progetti dell’Associazione Arquata Potest?

Come Associazione Arquata Potest stiamo portando avanti diversi progetti ed iniziative. Il prossimo appuntamento intanto a metà agosto per gli eventi estivi: dalla passeggiata ecologica sul nuovo sentiero, al torneo di burraco, alla Processione del SS Salvatore. Alcuni degli eventi che riempivano le giornate estive arquatane e che oggi, ancor di più, sono un’occasione per tornare ad avere dei momenti di ritrovo, di comunità. Un aspetto che non può essere tralasciato e della cui importanza abbiamo avuto prova alla Processione dell’anno scorso. Il 21 agosto 2017 infatti è stata una giornata piena di emozioni tanto forti quanto contrastanti tra la gioia del ritrovarsi dopo quasi un anno, ritrovare le proprie tradizioni ma dall’altra il dolore condiviso e la volontà di tenere vivo il ricordo di ciò che è stato e di chi quella notte ha perso più di chiunque altro. La memoria è infatti quella che fa vivere ogni cosa e per questo stiamo poi portando avanti il nostro progetto editoriale per imprimere su carta la memoria storica delle nostre terre e renderla patrimonio di tutti, in particolare dei ragazzi delle scuole. Per questo anche ai ragazzi delle scuole medie di Arquata abbiamo fatto conoscere Gabriele Lalli, appassionato storico di origini arquatane, autore del primo volume pubblicato La Torre Civica oltre ad aver consegnato ad ognuno di loro e alla biblioteca della scuola una copia del libro. L’intenzione è quella di far diventare questo progetto una collana. Per questo i ricavati della vendita di ogni libro vanno a finanziare il volume successivo. Questi progetti, insieme a CamminArquata, sono diversi tasselli nel disegno complessivo delle nostre attività post terremoto; un percorso che, non a caso, abbiamo voluto chiamare ‘Ricostruiamoci‘. Perché per ricostruirsi è necessario farlo in tutti i suoi diversi aspetti. Ricostruire e tenere unita la comunità anche nel suo momento di massima, e forzata, dispersione: quando non si ha più un luogo fisico da condividere sono il senso di appartenenza e la memoria comune gli unici veri collanti in grado di sopperire alla mancanza di quella realtà. In una visione, purtroppo sempre più, a lungo termine rientra anche l’aspetto della ricostruzione materiale, l’obiettivo di portare nel capoluogo di Arquata, quando ce ne sarà la possibilità, un luogo di aggregazione sociale, che per tanti anni è venuto a mancare. Un luogo a disposizione di abitanti, turisti affezionati o di passaggio, dove creare nuove attività, sociali, culturali ma anche economiche. Insomma, ricostruirsi e insieme ripartire con una marcia in più, valorizzando quanto di immensamente bello i nostri luoghi e le nostre persone hanno da offrire, queste le parole d’ordine”.

“Rivolgiamo un invito – concludono i referenti delll’Associazione – a tutti a consultare il nostro sito e a seguire e a partecipare alle nostre iniziative sulla pagina Facebook Associazione Arquata Potest, perché solo tutti insieme si può davvero fare la differenza”.


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