ANCONA- Il 12 giugno scorso il Consiglio Regionale delle Marche ha discusso un’interrogazione presentata per la calendarizzazione in aula a fine maggio dal consigliere del gruppo 5 Stelle Peppe Giorgini. Il centro del quesito messo nero su bianco dal pentastellato gira attorno a una serie di incarichi professionali che l’Erap ha affidato a architetti, ingegneri e altre professionalità per la realizzazione delle famose Sae o “casette” di una serie di aree terremotate nelle province di Macerata e Ancona in particolare.

SAE, SOGGETTO ATTUATORE E ERAP.Per capire quello di cui stiamo parlando dobbiamo fare un piccolo excursus storico negli ultimi due anni. Nel 2016 due delibere della Giunta regionale hanno conferito all’Erap (l’Ente Regionale per l’Abitazione Pubblica) una serie di attività volte all’installazione delle Sae (Soluzioni Abitative di Emergenza post-sisma) mentre nello stesso anno, a dicembre, un altro decreto del soggetto attuatore del sisma ha approvato la convenzione fra Regione e la stessa Erap per l’affidamento e l’esecuzione dei servizi tecnici e dei lavori connessi alle casette. In particolare l’Erap è diventato assistente al R.U.P.(Responsabile Unico del Procedimento) della Regione Marche per la progettazione, la direzione, il coordinamento della sicurezza ecc. nei cantieri delle casette. La determina stabiliva, altresì, un compenso all’Erap dell’1% dei lavori appaltati e la possibilità di avvalersi di professionisti esterni.

L’INTERROGAZIONE DI GIORGINI. Da quel momento, l’ente regionale ha conferito una gran mole di incarichi professionali esterni (di “centinaia” parla l’interrogazione di Giorgini) oppure alla Biocasa Service Srl che è una partecipata della stessa Erap. Per Giorgini, che dice di essere in possesso di una serie di documentazioni, alcuni di questi incarichi potrebbero “essere stati conferiti in affidamento diretto anche per importi superiori ai 40 mila euro” scrive il consigliere nel suo quesito. L’ipotesi sarebbe in contrasto con l’articolo 31 comma 8 del codice degli appalti (Dlgs 50 del 2016) che consente l’affidamento diretto in luogo di una gara strutturata fra più operatori economici solo per importi, appunto, sotto i 40 mila euro per questo genere di lavori (progettazione, sicurezza, direzione lavori ecc.). Rispondendo al quesito in consiglio però, l’assessore Angelo Sciapichetti ha scongiurato questa ipotesi, come potrete leggere più avanti.

Qui vi riportiamo un esempio di affidamento di un incarico professionale conferito dall’Erap, in particolare riguarda la figura di “Coordinatore per la Sicurezza”. L’affidamento per l’importo di 34.700 euro è sotto la soglia dei 40 mila euro. Diventerebbe sopra soglia se aggiungessimo il 25% di spese ma, a onor di cronaca, non abbiamo la certezza che, per calcolare la “soglia” di cui  parla il codice degli appalti le spese vadano computate.

Giorgini nel suo atto sottolinea anche che l’Erap in alcuni casi avrebbe dato più incarichi agli stessi professionisti, singolarmente sotto soglia, però “per importi complessivamente superiori a 40mila euro” leggiamo. Il consigliere in relazione al conferimento degli incarichi alla partecipata Biocasa e dalla stessa a professionisti esterni fa anche l’ipotesi di “subappalto”, pure questo vietato “sia dal dlgs 50 del 2016, sia dalla legge regionale 36 del 2005” scrive nell’interrogazione il pentastellato. Nella questione, da quanto emerge dalla lettura del quesito, si incunea anche un altro aspetto. Giorgini fa riferimento all’articolo 102 comma 6, stiamo sempre parlando del “codice degli appalti”. Per il consigliere il ricorso a professionisti esterni, in generale, potrebbe non essere in linea coi dettami di legge. “I collaudi (che sono fra i servizi affidati esternamente dall’Erap) per la legge debbono essere fatti da dipendenti della Stazione Appaltante e possono essere affidati a professionisti esterni solo in caso di accertata carenza nell’organico”.

A contorno del tutto Peppe Giorgini punta il dito anche sulla remunerazione (l’1% degli appalti di cui sopra) che spetta all’Erap per i lavori. Visto che l’ente regionale per la casa è già remunerato “l’affidamento a professionisti esterni di attività di sua competenza sembrerebbe comportare un doppio pagamento delle medesime prestazioni” conclude il consigliere nel suo atto.

DALLA REGIONE: “TUTTO REGOLARE“. La Regione, come detto, ha affidato all’assessore Angelo Sciapichetti la risposta al quesito del consigliere pentastellato. Della replica c’è anche una versione scritta che abbiamo letto. L’ente nella replica garantisce che non c’è stata violazione di alcun divieto di subappalto (né da Erap a Biocasa, né da Biocasa all’esterno) e in merito all’affidamento di incarichi esterni in luogo dell’utilizzo di personale in organico precisa che “l’articolo 24 del codice degli appalti nulla dispone in merito all’esigenza di verifica della carenza di personale come condizione per gli affidamenti esterni”.

Inoltre l’ente rimanda al mittente l’ipotesi di affidamenti sopra la soglia (“in nessun caso l’onorario è stato sopra i 40 mila euro”) e specifica che gli affidamenti allo stesso professionista, in ogni caso, non hanno mai riguardato gli stessi lotti e gli stessi cantieri. Sciapichetti, inoltre, ha spiegato il motivo per cui, nella convenzione fra soggetto attuatore e Erap, sia stata inserita la specifica possibilità di ricorso a professionisti esterni. “Si è trattato di una grande mole di lavoro” scrivono dalla Regione parlando di 75 milioni di euro di Opere di Urbanizzazione, 75 aree Sae in 28 comuni diversi per un totale di quasi 2mila moduli. “Lavori che hanno impegnato 30 tecnici su 45 in organico all’Erap, al limite della gestibilità fisica dei cantieri”. La Regione chiude sulla parcella dell’1% concessa a Erap. “Si tratta di un importo che sul libero mercato sarebbe notevolmente superiore” e ancora “la convenzione prevede l’inserimento nel quadro economico al pari del compenso per l’Erap anche per le parcelle dei professionisti esterni”.

POSSIBILI SVILUPPI. Questo il botta e risposta e la ricostruzione della vicenda da un punto di vista “istituzionale”. Peppe Giorgini, però, ha in ogni caso trasmesso dal 16 maggio la sua documentazione alla Procura e non esclude un esposto che possa coinvolgere anche l‘Anac. Forse la vicenda avrà degli ulteriori sviluppi. Staremo a vedere.

 

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