ASCOLI PICENO – Da Ascoli una storia dalla triste ironia. Questo viene infatti da pensare sentendo la vicenda che vivono da tempo Valentina Galiè e Paola Bachetti, ascolane e dipendenti dell’Ugl provinciale, le quali non percepiscono da mesi lo stipendio.

Tutto si potrebbe immaginare tranne che un sindacato, nell’immaginario collettivo strumento per antonomasia quando si parla di tutela dei diritti dei lavoratori, passi tutto a un tratto dall’altra parte, dal momento in cui veste i panni del datore di lavoro.

LA STORIA. Vi raccontiamo tutta la storia. Alle due dipendenti, dal 2014 ad oggi, non sono state pagate ben 22 mensilità. Pur andando a lavoro ogni giorno negli ultimi 4 anni, insomma, Valentina e Paola per 22 mesi non hanno visto lo stipendio.”Ve li daremo, la situazione si risolverà” le parole ripetute dal sindacato negli ultimi mesi ce le racconta proprio Valentina Galiè, una delle due lavoratrici. “Noi abbiamo sempre temporeggiato perché ci abbiamo sempre creduto e ci siamo fidate di quello che ci veniva detto. Ma ormai siamo arrivate al limite” ci confida la donna che, insieme alla collega, questa settimana presenterà le dimissioni per giusta causa.

Non è la prima storia del genere che sentiamo. Certo, le circostanze (con una sigla sindacale di mezzo) sono particolari ma i tratti umani della vicenda sono comuni a tante altre storie di questo tipo. “Io sono moglie di un operaio, la mia collega di un impiegato, capisce bene che i nostri stipendi sono importanti per l’economia familiare” ci dice sempre la dipendente di Ugl “io per mesi ci ho solo rimesso soldi, in benzina e parcheggio, per recarmi a lavoro”.

AZIONI LEGALI. Entrambe le donne adesso sono assistite dall’avvocato Pierluigi Inzerilli, giuslavorista di Ascoli Piceno che è già al lavoro per far ottenere loro, in tribunale, gli stipendi dovuti. Le due, che si lamentano di essere state lasciate sole dai vertici nazionali della sigla sindacale, raccontano come la situazione sia diventata sempre più precaria negli anni. “Io avevo un contratto full time che mi è stato ridotto a 20 ore settimanali” racconta la signora Galiè “mentre alla mia collega lo hanno abbassato addirittura a 10 ore alla settimana” prosegue, rivelandoci poi che la loro situazione, e gli stipendi bloccati dipendono dal patronato nazionale di riferimento per Ugl, l’Enas.

LA SITUAZIONE DI ENAS-ACAI. E in effetti l’episodio di Ascoli non è isolato né l’unico legato al nome di Enas (Ente Nazionale Assistenza Sociale). Sono infatti diversi i casi come quello di Valentina e Paola in giro per l’Italia, e di qualcosa del genere se ne occupò anche il programma di Italia 1 “Le Iene” qualche tempo fa. Che si tratta di una situazione legata ai conti del patronato Enasa ce lo conferma anche Giuseppe Marucci che di Ugl è il segretario provinciale nel Piceno. “Sì, la situazione delle due dipendenti è quella” ci conferma limpidamente il sindacalista. Ugl purtroppo vive il riflesso di quello che è successo a Enas, patronato che ha avuto delle difficoltà dal punto di vista economico e che nel 2017 si è fuso con un altro patronato, Acai. Questi problemi ci sono anche a livello nazionale” chiosa Marucci.

La questione nascerebbe quindi dalla pesante situazione debitoria dell’Enas, che avrebbe sul territorio nazionale altri 290 dipendenti nella stessa situazione delle nostre due lavoratrici. Nel 2017 la fusione con l’altro patronato Acai (Associazione Cristiana Artigiani Italiani), caldeggiata anche dalla stessa Ugl, è stata pensata proprio per venire a capo della difficile situazione dell’ente, ma il problema ad oggi sembra ancora lontano dall’essere risolto. Quella che resta è la triste ironia di storie come quella di Valentina e Paola. “E’ una cosa che ti fa pensare” ci ha detto Valentina Galiè “perché abbiamo passato una vita a lavorare occupandoci di casi così, di casi come il nostro”.

 


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