ASCOLI PICENO – Ascoli Servizi Comunali fa festa. Al di là dell’ironia, la società comunale ha sottolineato con soddisfazione l’accoglimento del ricorso presentato al Tribunale Amministrativo Regionale nel quale si contestava il Piano di Sorveglianza e Controllo provinciale in merito alla discarica di Relluce. “La Provincia aveva calibrato il Piano sui valori limite degli inquinanti in riferimento alla presenza di acque sotterranee – ci spiega Luigino Censori di Ascoli Servizi Comunali – Così non è, per cui abbiamo chiesto che il Piano accogliesse i valori propri di una discarica che non insiste sopra acque sotterranee”. Valori che sono più alti ed eviterebbero quindi problemi relativi all’inquinamento per Ascoli Servizi Comunali.

“La questione va avanti dal 2002 e già il nostro presidente è stato assolto in sede penale, sempre su denuncia della Provincia di Ascoli, per non aver commesso il fatto. Adesso abbiamo anche la sentenza del Tar” termina Censori.

Qui la sentenza del Tar Marche pubblicata lo scorso 25 settembre: Sentenza Tar Marche su discarica Relluce

A pagina 4 della sentenza leggiamo: “In seguito, con Determinazione del Dirigente n. 1101 del 16 maggio 2013 era approvato provvedimento di riesame da parte della Provincia di Ascoli il quale,
tuttavia, nulla prevedeva in ordine ai valori limite e al Piano di Monitoraggio, stabilendo di “rinviare ad un successivo atto la revisione del Piano di monitoraggio e controllo e del piano di emergenza”. Detta determina è stata impugnata dalla Ascoli Servizi Comunali s.r.l. con il primo dei ricorsi in epigrafe (n. 585/2013), nella parte in cui non consentiva alla ricorrente di aumentare il conferimento in discarica di alcune categorie di rifiuti”.

In particolare, in riferimento ai superamenti dei valori soglia riscontrati in precedenza dall’Arpam, ulteriori indagini hanno portato a conclusioni diverse, riportate nella pagina 10 della sentenza: “… la decisione e il parere ARPAM n. 24010 del 2016 sono in contrasto con il rapporto di cui alla nota dello stesso ente prot. 14335 del 5 aprile 2012, prodotta in precedenza da ARPAM-Dipartimento Provinciale di Ascoli Piceno, ove l’ente ha affermato che:

– il superamento dei valori di ferro e manganese, rispetto ai valori indicati nella Tabella 1a del Piano di sorveglianza e controllo dell’AIA del 2008, sarebbe riconducibile alla naturale presenza di tali sostanze nel terreno della zona, mentre i solfati non sarebbero indice di contaminazione direttamente correlabile con la discarica, ma deriverebbero dalla gestione operativa (in altra parte del provvedimento si afferma che anche i livelli di solfati sono ricollegati alla presenza naturale nel terreno). 
non sarebbe presente la circolazione di acque sotterranee ma solo falde sospese non contigue“.

 


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