ASCOLI PICENO – Di seguito una nota stampa di Piera Antonia Tilli, presidente del Movimento Difesa del Cittadino di Ascoli Piceno.

Il Movimento Difesa del Cittadino esprime notevole soddisfazione per l’attuale esito dei procedimenti dinanzi al TAR Marche in merito alla vicenda di una discarica di rifiuti di proprietà e gestione privata sita ad Ascoli Piceno che aveva ottenuto l’autorizzazione per creare una nuova vasca – la quarta in quel sito – per accogliere rifiuti “pericolosi”.

Movimento Difesa del Cittadino – con i  Comitati “Ci Rifiutiamo”, “Tutela dell’Alto Bretta”, Tutela Colline Picene – ha sostenuto nel processo dinanzi al TAR Marche il Comune di Ascoli Piceno, ed è stata ottenuta ragione nel ritenere che il nuovo impianto di discarica che veniva richiesto non avrebbe rispettato le distanze dal centro abitato più vicino, previste dalla legge a tutela della salute.

Il Tar Marche con sentenza 543/2018 ha pertanto annullato l’autorizzazione che la Provincia di Ascoli Piceno aveva rilasciato al privato proprietario della discarica.

Inoltre, in quello stesso sito è ancora operativa una vasca (la terza) destinata a rifiuti pericolosi, mentre le prime due vasche hanno raggiunto la capienza massima già da alcuni anni. Nonostante ciò, la Provincia di Ascoli Piceno ha autorizzato il conferimento dei rifiuti sopra la prima vasca, già chiusa, ed in questo caso si sarebbe trattato di rifiuti “urbani”.

Movimento Difesa del Cittadino è intervenuto anche in questo secondo processo dinanzi al TAR Marche a sostegno dei  Comitati “Ci Rifiutiamo”, “Tutela dell’Alto Bretta” e Tutela Colline Picene, nel quale si chiede l’annullamento della autorizzazione che la Provincia di Ascoli ha rilasciato, dato che risultano concretamente e seriamente documentate numerose violazioni delle legislazione a tutela della salute e dell’ambiente che il conferimento dei rifiuti urbani su di una vasca già esausta comporterebbe, oltre alla plateale negazione della saggia ed indispensabile politica di riduzione dei rifiuti indifferenziati da conferire in discarica, con potenziamento dell’economia circolare.

La buona notizia di questi giorni è che il Tar Marche ha concesso la sospensiva della autorizzazione della Provincia a tale cosiddetto “sormonto” della vasca 1,  già esaurita. Il processo di merito proseguirà il prossimo anno, ma nel frattempo si esprime soddisfazione per l’esigenza cautelare che il Tar ha colto e che consentirà di spiegare ancora meglio che con le norme a tutela della salute  non si scherza.

A ciò si aggiunge che i fatti accadono in territori di elevato pregio paesaggistico (i Calanchi del Monte Ascensione) e agronomico, che già danno vita e lavoro ad aziende di agricoltura biologica, le cui notevoli potenzialità turistiche sarebbero mortificate dall’artificioso allungamento della vita di questa discarica  privata.


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