ASCOLI PICENO – “Il sindaco Guido Castelli non perde occasioni di esternare le sue considerazioni sulla ricostruzione post-terremoto riempiendo social e giornali con parole che però risultano ancora una volta vuote. Da tre mesi i nostri concittadini con le case inagibili non ricevono il contributo di autonoma sistemazione (Cas)”.

Così si apre la nota del Partito Democratico di Ascoli, a firma del segretario comunale Angelo Procaccini e del membro di segreteria Emidio De Santis in merito ai problemi del Comune con il Cas: “Il nostro Comune infatti non rispetta la circolare del Dipartimento della Protezione Civile del 9 maggio scorso (Eventi sismici che hanno colpito il territorio delle Regioni Abruzzo, Lazio, Marche e Umbria a partire dal 24 agosto 2016. Procedura di rendicontazione. Monitoraggio e modalità di trasferimento delle risorse finanziarie) che ha stabilito le modalità operative per l’erogazione dei successivi fondi destinati al Cas – affermano i due – Dopo quella della Protezione Civile è arrivata la circolare del 2 agosto scorso con la quale la Regione fissava nel 31 agosto il termine ultimo a disposizione dei Comuni per produrre correttamente i rendiconti, pena il rischio di interrompere i finanziamenti per il Cas. Molti comuni sono in regola, il nostro no”.

Procaccini e De Santis aggiungono: “A chi darà questa volta la colpa il nostro sindaco? A qualche dirigente comunale o a Ceriscioli? Alla Casini o agli uffici del Comune che lui stesso amministra? Basta sindaco Castelli! La smetta di cercare continuamente la pagliuzza altrui non facendo nulla per rimuovere la trave dell’incapacità e dell’inefficienza amministrativa che ha contraddistinto i suoi mandati da Primo Cittadino – concludono i due democratici – Il sindaco continua a dare lezioni di buona amministrazione ambendo anche a incarichi ben più complessi. I fatti le consigliano di lasciar perdere la sua vanagloria ed ambizione riconoscendo limiti evidenti a tutti, ormai la sua retorica orale, sicuramente efficace, non ha potere dinanzi alla sua incapacità gestionale”.


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