ASCOLI PICENO – Dopo i sopralluoghi della Lega Nord di Ascoli, abbiamo ascoltato il parere di coloro che gestiscono la permanenza dei richiedenti asilo nel capoluogo piceno. Cristian Ciarrocchi, referente del Gus (Gus Umana Solidarietà) del Piceno, ha risposto alle nostre domande.

La Lega Nord Ascoli, ed espressamente il segretario comunale Roberto Maravalli, accusa le cooperative che gestiscono l’accoglienza dei migranti di non interessarsi troppo delle attività di integrazione degli stessi?

“Devo dire che in questi anni abbiamo avviato molte iniziative in tal senso, anche se per una serie di questioni non ad Ascoli. A Monteprandone ad esempio i richiedenti asilo hanno contribuito alla pulizia delle strade oltre che ad aiutare la Protezione Civile, ad Arquata, in occasione del terremoto, per due mesi. A Monsampolo si è svolto un corso per barellieri e adesso aiutano costantemente la locale Croce Gialla. Sempre come aiutanti barellieri abbiamo collaborato a Grottammare con l’Anffass e a San Benedetto con la Croce Verde e Croce Rossa. Non dimentichiamo anche le attività di laboratorio, stage, inserimento lavorativo, gli incontri con la Cgil per capire il mercato del lavoro in Italia e non rischiare di cadere vittima del caporalato, il consultorio e le informazioni contro la ludopatia e l’alcolismo”.

E perché ad Ascoli queste iniziative non sono state prese?

“Innanzitutto va detto che non si tratta di azioni semplici. Dobbiamo ringraziare la Prefettura di Ascoli perché ha sempre spinto nel favorire queste attività. Ad Ascoli, come a San Benedetto, abbiamo avuto buona disponibilità ad organizzare, tempo addietro la festa del rifugiato. Forse la situazione si è appesantita dopo i casi di presunto stupro che hanno coinvolto alcuni richiedenti asilo, e abbiamo rilevato anche delle forme di razzismo in una parte della cittadinanza”.

Maravalli della Lega afferma che i cittadini sono preoccupati perché vi sarebbe un ricambio eccessivamente veloce dei richiedenti asilo ospitati ad Ascoli.

“Mi sento di smentire questa dichiarazione. Se c’è un problema, è che i tempi sono anzi troppo lunghi. Prima del decreto Minniti la procedura di richiesta asilo prevedeva un pronunciamento di una Commissione Internazionale e quindi di due tribunali fino alla Cassazione. Oggi i tempi si sono un po’ accorciati, ma parliamo di un intervallo di permanenza passato da 3 a 2 anni come media. Abbiamo due richiedenti che sono qui dal giugno 2014”.

Come giudica l’iniziativa delle Lega?

“Credo sia inutile. Innanzitutto, se si evidenziassero problemi, ogni cittadino può rivolgersi alla Prefettura o al sindaco senza alcun problema. Ad esempio quando ospitammo dei richiedenti asilo all’Hotel Fortuna di San Benedetto, vi furono delle lamentele da parte dei residenti e li trasferimmo di comune accordo con la Prefettura”.

Ad Ascoli si rilevano dei problemi?

“Non mi risultano. Sia in centro che a Monticelli vi è una situazione di coesistenza molto buona. Gli unici problemi possono essere di tipo culturale, ad esempio durante il mese del Ramadan i ragazzi di giorno dormono, pregano e digiunano mentre cucinano e vivono di notte, causando magari qualche rumore, ma nulla più”.


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