ASCOLI PICENO – Ci sarà sicuramente da ridere, ci mettiamo la mano sul fuoco. Perché il personaggio è tale e le sue comparsate ad esempio nelle radiotrasmissioni “La Zanzara” o “Un Giorno da Pecora” ce le ricordiamo bene.

Il 26 ottobre Antonio Razzi presenta ad Ascoli la sua ultima fatica letteraria

Si ride, a volte, per non piangere. Oppure perché in Italia, come si sa, la tragedia finisce in farsa. Ma un conto che a ridere (o piangere) sia uno spettatore-cittadino, e che ad adoperare il personaggiotto Antonio Razzi siano giornalisti radiofonici ad altissimo tasso di ironia. Un conto che a Razzi si (ri)aprano le porte delle Istituzioni. Un conto farne condimento per le pernacchie, insomma, altro è stendergli il tappeto rosso.

Perché il personaggiotto Razzi ha saputo furbescamente fare delle sue debolezze il proprio punto di forza: da emblema del trasformismo, o meglio dell’opportunismo politico, a rappresentante pecoreccio dello stesso; ha costruito su se stesso la parodia del politico della Seconda Repubblica: nominato e non votato, sempliciotto per simulazione, va dove lo porta l’occasione. Chiamiamola così.

Dunque, niente di male – e niente di memorabile soprattutto – che un’associazione locale, “Sinergie Picene“, decida di ospitare Antonio Razzi nello splendido Polo di Sant’Agostino di Ascoli (raramente alto e basso sono costretti a coesistere con tanto stridore). Si tratta di una scelta privata che ognuno potrà giudicare, partecipando o meno.

Ma che gran peccato che il sindaco di Ascoli Guido Castelli e la neo-deputata della Lega Nord Giorgia Latini annuncino la loro presenza alla presentazione delle sudate carte di Antonio Razzi, con tanto di nome sul manifesto. Assieme a loro, l’assessore alla Cultura di Ascoli Piersandra Dragoni che “parlerà con l’autore”. Abbiamo sentito con le nostre orecchie, pochi giorni fa, il Ministro della Cultura Alberto Bonisoli affermare che anche il Grande Fratello è cultura. Figuriamoci, ormai siam pronti a tutto.

“Mi si nota di più se vengo o se non vengo” diceva Nanni Moretti in Ecce Bombo. Ecco, Giorgia Latini e Guido Castelli avrebbero una bella occasione per farsi notare. Non mescolare il proprio ruolo, quello di sindaco di Ascoli e di deputata del Piceno, con chi invece non può essere un esempio per chi è in prima fila della politica rappresentativa picena.

Sarebbe una bella notizia, oltre che un bel segnale per la politica e per i tanti cittadini che cercano di tenere viva la cultura anche in una provincia complicata come quella del Piceno, che l’appuntamento del prossimo 26 ottobre venga da loro disertato. Per passare una mezz’ora di risate c’è sempre modo, Razzi conduce persino un programma televisivo. Per dare segnali culturali importanti, le occasioni non mancano. Altrove.

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