ASCOLI PICENO – Di seguito una nota stampa di Laura Allevi, presidente dell’associazione “Sinergia Picena”, in merito all’incontro con Antonio Razzi ad Ascoli il 26 ottobre. “Sinergia Picena” ha annullato l’invito ad alcuni esponenti politici ascolani. In fondo il nostro commento.
A seguito dei molteplici attacchi ricevuti sia a mezzo stampa e nelle pagine social ho il dovere di fare una precisazione.

Come tutti sanno sono  Presidente di Sinergia Picena qui nelle Marche, Vice presidente di Gaia-l’Altra Italia Ambiente (Associazione ambientalista nazionale), collaboro con diverse associazioni nel Lazio e sto portando le mie associazioni in Campania.

Tutte le associazioni con le quali ho a che fare sono assolutamente apolitiche e apartitiche e no profit.

L’idea di presentare il libro di Antonio Razzi è nata semplicemente come l’intenzione di un autore che presenta il suo libro e personaggio noto da molto tempo nelle tv nazionali, come tanti altri che sono stati ad Ascoli Piceno.

Un evento di spettacolo.

Una serata da passare in simpatia ed ironia.

Sicuramente è un personaggio molto discusso, chi lo ama e chi lo odia, ma la nostra apertura mentale dà la possibilità a tutti di avere il proprio spazio.

Purtroppo mi rendo conto che ci sono alcuni che hanno ancora radicata in sé una visione chiusa.

Questo evento è stato STRUMENTALIZZATO (maiuscolo in originale, ndr) da più parti con mio grande rammarico facendolo diventare un evento politico.

È vero che sono stata candidata alle scorse elezioni politiche del 4 marzo, è vero che sono militante Lega, ma è altrettanto vero e fondamentale il fatto che sono una persona professionale che sa scindere il proprio ideale  politico dalla propria occupazione.

Inoltre nel Direttivo della nostra associazione ci sono componenti di diverso colore politico.

Vivo e promuovo l’associazionismo ed il Terzo Settore, ho organizzato e continuo ad organizzare in tutta Italia eventi (tra cui presentazioni di libri) ma ciò che è accaduto ad Ascoli Piceno non è mai successo altrove.

Antonio Razzi è stato invitato in tante altre città, venerdì ad esempio sarà presente a Grottammare ma solo nella nostra abbiamo riscontrato questo grave disagio.

Per questo motivo ringrazio per la disponibilità le cariche politiche che avevo invitato a presenziare per un atto di pura cortesia verso un ospite, ma ritengo di annullare l’invito a loro formalizzato affinché sia chiaro che l’evento di Sinergia Picena non è un evento di natura politica ma un momento conviviale dove un autore presenta il suo libro.

NOSTRO COMMENTO La decisione di Laura Allevi ci sembra saggia e rimedia a quella che rischiava di essere una gaffe. Nessuno ha trasformato lo “spettacolo” in evento politico tranne che “Sinergia Picena” mettendo nel manifesto i nomi del sindaco di Ascoli Guido Castelli, ai “saluti iniziali”, l’assessore alla Cultura di Ascoli Piersandra Dragoni, che doveva “parlare con l’autore”, e la deputata della Lega Nord Giorgia Latini, invitata con la carica di “Vicepresidente della Commissione Cultura alla Camera dei Deputati”. A nessuno interessa se “Sinergia Picena” sia un’associazione di chiara ispirazione politica o meno e sbaglia la Allevi a fissare questo punto, inutilmente, perché ci risulta ancora in vigore l’articolo 18 della Costituzione Repubblicana che ci permettiamo di ricordare: “I cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale”.

Ma una foto di Razzi, personaggio che ha fatto della politica uno spettacolo e con un poco radioso futuro alle spalle, affianco a rappresentanti istituzionali ascolani avrebbe fatto danno non a Razzi né a “Sinergia Picena”, ma proprio a quei politici che si sarebbero prestati allo spettacolo: è andata bene così. 
Un consiglio, per finire. Non è gentile porsi dalla parte di chi ha una “apertura mentale” e accusare chi ha posto delle sacrosante critiche di “visione chiusa”. Stiamo parlando di Razzi, non di Alice Munro o Francis Scott Fitzgerald. Andiamoci piano con le “visioni chiuse”, dai: al ridicolo poniamo un limite.

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