ASCOLI PICENO – Cosa sta succedendo attorno alla discarica di Relluce? La campagna elettorale per la presidenza della Provincia di Ascoli sarà ricordata come una campagna all’insegna dei rifiuti. E non c’è da stupirsi visto che l’ente conserva delle importanti competenze in materia che gli fornisce il Decreto Ronchi del 1997 (testo normativo che prende il nome dal Ministro dell’Ambiente dei Governo Prodi, Edo Ronchi). Secondo la legge, infatti, l’ente ha la competenza nel programmare il ciclo di smaltimento rifiuti e l’importante facoltà di individuare nel suo territorio siti e discariche per lo smaltimento/abbancamento degli stessi.

Nella nostra provincia la questione, poi, è particolarmente sentita. Da tempo infatti si cercano soluzioni alternative (e quindi discariche) per riportare la gestione dell’indifferenziato in Provincia, il cosiddetto “ambito”. E la discarica di Relluce, nel territorio del Comune di Ascoli ma ai confini con quelli di Castel di Lama e Appignano, è salita più volte agli onori delle cronache per il progetto che prevede la realizzazione di una sesta vasca nel sito, per ampliarne la capacità. Una particolare resistenza al progetto di Ascoli Servizi, la partecipata dell’Arengo, negli anni, è stata messa in piedi dal comune di Appignano, con le ultime due sindache Nazzarena Agostini e Sara Moreschini, e dai comitati con il tema che è diventato spesso terreno di scontro fra il centro-sinistra e il centro-destra capitanato da Guido Castelli, primo sponsor della soluzione sesta vasca. (Nel 2014 la chiamava “l’unica alternativa”).

GLI ANNUNCI DI PIUNTI E ASCOLI SERVIZI. Con le imminenti elezioni per il nuovo presidente della provincia, inevitabilmente, Relluce è tornata prepotentemente alla ribalta. Ripercorriamo le ultime tappe. Venerdì sera, a cinque giorni dal voto, il candidato per il centro-destra, il sindaco di San Benedetto Pasqualino Piunti lancia un comunicato stampa in cui chiede ad Ascoli Servizi di ritirare il progetto per la sesta vasca (CLICCA QUI). Poche ore dopo, la mattina di sabato, Ascoli Servizi risponde e annuncia che il Cda ha deliberato che il progetto sarà ritirato (CLICCA QUI).

DA APPIGNANO: “E’ UNA PRESA IN GIRO”. L’intera faccenda provoca aspre reazioni proprio ad Appignano. L’ex sindaca Nazzarena Agostini usa i social per dipingere la questione come una “presa in giro bella e buona”. Su facebook infatti scrive: “Piunti parla della rinuncia a qualcosa che non esiste perché il progetto per la sesta vasca ha ricevuto un parere contrario di compatibilità ambientale”. E in effetti nel 2015 la Provincia ha dato parere negativo per la realizzazione dell’ampliamento di Relluce. Per superare l’impasse, a inizio 2016 Castelli aveva impugnato il No passando al palla al Governo, visto che la legge 241 del 90 sul procedimento amministrativo permette di rimettere la decisione conclusiva di una conferenza di servizi al Consiglio dei Ministri in presenza di dissensi espressi in materia di cosiddetti “interessi sensibili” ovvero: paesaggio, ambiente, beni storico/artistici, salute.

L’USCITA SUI SOCIAL DI NAZZARENA AGOSTINI

 

IL VOTO DEI GRILLINI. A metterci il carico sulle dichiarazioni di Piunti, nel pomeriggio di sabato anche Sara Moreschini che di Appignano è l’attuale primo cittadino (CLICCA QUI). “Piunti cerca probabilmente voti a Castel di Lama” dice infatti Moreschini, che è anche responsabile enti locali del Pd, riferendosi certamente alla partita in corso per i voti del Movimento 5 Stelle che a Castel di Lama (con 8 consiglieri più il sindaco a maggioranza “gialla”) potrebbero spostare 2800 preferenze ponderate verso Piunti oppure verso il candidato del Pd Sergio Fabiani. A patto, però, che vadano a votare. Già, perché oltre che per i rifiuti questa potrebbe essere ricordata anche come la campagna elettorale del “diktat del Blog”. Il famoso sito nazionale dei 5 Stelle, infatti, giovedì mattina lanciava un articolo piuttosto “criptico” annunciando la non partecipazione del Movimento a queste elezioni.

Da quel momento, i consiglieri comunali dell’ascolano si stanno dedicando a un’importante opera di esegesi cercando di capire se sia il caso, oppure no, di recarsi alle urne il 31 ottobre. Una decisione definitiva, infatti, ancora non è stata presa da parte dei pentastellati. Nonostante una riunione convocata due giorni fa e una nuova prevista per domani c’è da capire se i grillini decideranno di aderire in blocco alle indicazioni nazionali oppure se converranno di lasciare a ciascun consigliere la facoltà di scegliere liberamente se votare. E al momento non è esclusa nessuna ipotesi con la questione che non tocca solo i 9 voti a 5 Stelle di Castel di Lama ma anche i due di Ascoli, città coinvolta in prima persona dalla vicenda Relluce. I consiglieri Massimo Tamburri e Giacomo Manni, che fra qualche mese potrebbero correre per la carica di sindaco, che posizione prenderanno?

 


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