MONTEMONACO – Recuperiamo la Grotta della Sibilla. Nella giornata di giovedì 8 novembre sono iniziate le attività di studio geologico e della messa in sicurezza della omonima cavità, sulla sommità del Monte Sibilla, nel Comune di Montemonaco. Gli studi prevedono tra l’altro alcune trivellazioni di diametro minimo (meno di 15 centimetri), realizzate in base ai risultati di precedenti sondaggi geoelettrici che hanno individuato dei vuoti in prossimità del sottosuolo, confermando l’esistenza di un reale sistema ipogeo di ignota estensione.

Grazie a una video ispezione si potrà quindi “accedere” dopo secoli – questo sperano i ricercatori – alle stanze segrete che potrebbero essere state la “Casa della Sibilla”, oltre che fare una serie di importanti osservazioni geologiche e speleogenetiche.

Gli studi sono propedeutici alla successiva messa in sicurezza della frana che ostruisce il vecchio ingresso crollato. Le attività, finanziate dalla Regione Marche e dal Comune di Montemonaco, sono supportate da un elicottero per il trasporto in quota delle attrezzature e dureranno circa una settimana, meteo permettendo.

Il coordinamento scientifico è a cura del professore Piero Farabollini, dell’Unicam di Camerino, il direttore dei lavori è il geologo Maurizio Mainiero, mentre la video ispezione e le riprese per un futuro documentario saranno realizzate da una équipe condotta dal documentarista Tullio Bernabei.

La Grotta della Sibilla, conosciuta da secoli è legata a molte leggende divenute ormai parte della cultura locale, si apre a pochi metri dalla vetta della montagna e consiste oggi in un’ampia dolina di crollo ingombra di massi, laddove antiche fonti descrivono l’ingresso accessibile di una cavità sotterranea.

In tale cavità, secondo il mito, risiedeva la Sibilla appenninica e per questo il luogo fu oggetto di un pellegrinaggio continuo e millenario: la caratteristica della profetessa, infatti, come delle altre Sibille sparse per l’Italia, era infatti la capacità di prevedere il futuro.

 

 

 


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