ASCOLI PICENO – Sabato primo dicembre alle ore 17 presso la Sala Nunzio Gulino della Cartiera Papale, ad Ascoli Mario Valle presenta il libro “La pedagogia Montessori e le nuove tecnologie, Un’integrazione possibile?”.

Mario Valle, dopo la laurea in ingegneria elettronica all’Università di Roma “La Sapienza”, ha iniziato a lavorare per Digital Equipment dove si è specializzato in software engineering applicato alla logistica aziendale. Nel 1995 è passato alla Advanced Visual Systems (AVS), dove ha scoperto l’affascinante mondo della visualizzazione, sviluppando applicazioni nelle più disparate aree: medicina, computational fluid dynamics, computer vision ed altre.

Nel 2003 passa al Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS) a Lugano nel gruppo “Data Science”. Qui lavora principalmente con ricercatori nel campo della chimica e della cristallografia aiutandoli nelle loro esigenze di visualizzazione, fornendo strumenti e sviluppando progetti di visualizzazione e analisi dati.

Al CSCS Mario Valle lavora in mezzo ad alcuni dei supercalcolatori più potenti al mondo con scienziati e ricercatori utilizzando tecnologie alle frontiere della ricerca.

Però, prima di tutto, è papà di un ragazzo che ha frequentato la scuola Montessori. Attraverso quello che gli vedeva fare e dai suoi racconti ha avuto modo di conoscere questo mondo in maniera molto concreta.

“Non ne sapevo molto quando ho scelto la scuola Montessori per mio figlio. Mi venivano in mente solo dei luoghi comuni: le sedie e i tavolini bassi, i bambini che fanno quello che vogliono. Ma anche che in queste scuole i bambini sono rispettati come persone. E questo mi ha fatto decidere. Poi, non solo non me ne sono pentito, ma tramite mio figlio ho scoperto tanti aspetti della proposta Montessori che hanno notevoli punti di contatto con il mio lavoro al Centro Svizzero di Calcolo Scientifico (CSCS)”.

Perché parlare di Montessori e tecnologia?

Chi visita una scuola Montessori spesso si stupisce di non trovarvi molta tecnologia. Quando manifesta le sue perplessità, si intuisce che la fondamentale preoccupazione che lo muove è il pensiero che questa scuola non prepari in maniera adeguata i bambini per un mondo in cui le tecnologie sono pervasive. Per non parlare poi dei detrattori del metodo Montessori che insistono ad asserire che è vecchio, superato e non al passo con i tempi.

Tutto ciò non è vero. Anzi.

Ai corsi di formazione dell’Opera Nazionale Montessori, dove tengo lezioni su “Montessori e le nuove tecnologie”, cerco, assieme alle corsiste e ai corsisti, di riflettere sul se, come e quando introdurre la tecnologia nella scuola Montessori, e di trasmettere le conoscenze necessarie per rispondere senza complessi d’inferiorità a chi sentenzia che il Montessori è sorpassato.


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