ASCOLI PICENO – Le recensioni di Gianluigi Ferretti per i film in sala in questa settimana. Si ringrazia per l’elaborazione Roberto Testadura.

7 SCONOSCIUTI A EL ROYALE Un uomo entra in una stanza di un motel e sollevando le assi del pavimento nasconde una valigia; uscendo si imbatte in un uomo che lo uccide, questo l’inizio del film. Dieci anni dopo, nello stesso motel nel frattempo diventato molto grande e che comprende il confine di due stati (California e Nevada), indicato da una linea rossa tracciata su tutto il pavimento, si incontrano sette strani personaggi. Ognuno di essi tende a nascondere qualcosa del proprio tormentato e vissuto passato: vedremo uccisioni e ferimenti di ogni tipo con estrema violenza ed efferatezza. La regia, di Drew Goddard, è affrettata e confusa con ritmi non all’altezza del thriller che aveva concepito. Gli attori, Jeff Briges, Jon Hamm, Cynthia Erivo e Dakota Johnson, non sono all’altezza del ruolo visto anche il copione. Le uniche cose salvabili sono l’adattamento scenografico da anni 60 e la colonna sonora.
Film che si può perdere

EUFORIA Storia di due fratelli che dovranno imparare a convivere e conoscersi a causa di una grave malattia che ha colpito uno dei due. Un fratello è ricco, ambizioso, egocentrico, modaiolo, omosessuale e commercia e crea eventi per associazioni ed enti religiosi. L’altro fratello è riflessivo, tradizionalista, rigido e professore di matematica separato con un figlio. Sarà proprio il professore ad ammalarsi, e si dovrà trasferire a casa di suo fratello per curarsi, e qui, tra una incomprensione, una litigata ed un chiarimento, impareranno a conoscersi ed a capirsi. La regia di Valeria Golino non riesce appieno ad entrare negli stati d’animo e nei caratteri dei personaggi per affrontare il tema del dolore e della malattia, ma resta pur sempre una direzione apprezzabile. Il film si compone di due parti: la prima vuota e superficiale, la seconda drammatica ed introspettiva. Gli attori: Valerio Mastrandrea offre ancora una volta una buona interpretazione; Riccardo Scamarcio risulta superficiale e vuoto, visto anche il personaggio che non ha saputo far suo: Isabella Ferrari e Jasmine Trinca un po’ inesistenti visto anche il ruolo assegnatole.

LA DONNA DELLO SCRITTORE Un rifugiato si procura un passaggio per raggiungere Marsiglia, da cui poi cercherà un visto per imbarcarsi e raggiungere il Messico. La sera prima di partire alloggia in un albergo e nella camera trova un manoscritto di un romanzo con due lettere lasciato da uno scrittore che si era tolto la vita, come gli racconterà una cameriera. Leggendolo capisce che si fa riferimento agli anni Quaranta, durante l’occupazione nazista della Francia. Qui comincia, con una voce narrante, il dipanarsi della storia tra il presente ed il passato dei personaggi che cercano a tutti i costi di mettersi in salvo per trovare finalmente la libertà ed il lavoro. Una volta arrivato a Marsiglia, il rifugiato, prenderà l’identità dello scrittore e troverà una via d’uscita cercando di aiutare e salvare la moglie dello scrittore. Assistiamo quasi ad un rifacimento moderno di Casablanca di Curtiz con Bogart e la Bergman del 1942. Il regista, Christian Petzold, mette in risalto il dramma che vivono i rifugiati del nostro tempo dicendo che quello che è stato potrebbe tornare. Gli attori, per lo più sconosciuti al pubblico italiano, sono nella parte.
Film da vedere.


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