ASCOLI PICENO – Il consigliere comunale di Ascoli Piceno Luca Cappelli è il nuovo presidente regionale del Movimento Cristiano Lavoratori. Il neo presidente, già responsabile degli enti locali del Movimento e membro dell’Esecutivo Nazionale Giovani, è stato nominato all’unanimità dalle unioni provinciali riunitesi il 24 novembre ad Ancona.

“Per comprendere appieno l’attualità e la centralità dell’associazionismo per l’Italia intera – ha detto Cappelli al termine della votazione – vorrei ricordare a tutti proprio l’importanza del terzo settore anche a livello lavorativo: una sfida e un’opportunità eccezionale per l’intero mondo giovanile”.

Il consigliere ascolano ha poi sottolineato le diverse aree di compatibilità e le potenziali sinergie tra associazioni in ambito sociale: “Il mio prioritario impegno sarà quello di cercare qualunque opportunità di sinergia e di partnership tra il mondo istituzionale e quello associativo per dare un concreto contributo alla Regione in termini di crescita economica e sociale”.

“Quando parliamo di imprese operanti nel mondo dell’associazionismo – ha concluso il neo presidente che rimarrà in carica quattro anni così come il direttivo – ci riferiamo ad organismi che operano per il benessere collettivo nel senso più ampio del termine, spaziando dalla cultura all’attività sportiva e ricreativa all’assistenza sociale, dalla sanità all’istruzione. Credo fermamente che il sistema delle associazioni rappresenti una vera e propria sede di raccordo delle risorse umane”.

L’assemblea ha poi eletto per acclamazione il presidente regionale uscente delle Marche Giampietro Spinelli come presidente onorario del Movimento Cristiano Lavoratori. Spinelli, parte integrante del Movimento fin dalla sua nascita, con il suo impegno ha fatto sì che MLC crescesse nelle Marche, raggiungendo traguardi inaspettati sia nel mondo cattolico che sociale.

Il Movimento Cristiano Lavoratori nasce nel 1970 ma la fondazione ufficiale risale all’8 dicembre 1972, data dell’assemblea di riunificazione tra due componenti che avevano abbandonato le Associazioni Cristiane Lavoratori Italiani per non aver condiviso le motivazioni, le prospettive e soprattutto i risvolti sul piano ecclesiale e sociale, collegati alla svolta socialista post 1968.

Il Movimento ha ritenuto necessario propugnare un’idea di capitalismo dal volto umano, in cui si complementino libertà di mercato, solidarietà e sussidiarietà. Il riferimento è sempre alla dottrina sociale della Chiesa e gli insegnamenti del suo magistero, in un quadro di libertà di scelta e di profonda comunione con tutte le diverse componenti del variegato mondo dell’associazionismo cattolico.

 


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