ASCOLI PICENO – “Bisogna vivere la vita come un’opera d’arte” scriveva Gabriele D’annunzio. La narrazione artistica di Chiara Pezzella, in arte Claire Piece, sembra voler abbracciare questo pensiero.

Di Castel di Lama, illustratrice per passione e professione, Chiara ci parla del suo lavoro, tra ispirazioni quotidiane e modo di interpretare la creatività. Fuori dagli schemi, mescola il suo stile a diverse tipologie di tecniche.

Espone la sua mostra personale alla Biblioteca Comunale di Ascoli, mostrando personaggi dal temperamento audace, che diffondono il proposito di condurre l’esistenza, con devozione verso se stessi, salvaguardando il proprio modo d’essere. Piceno Oggi ha raccolto alcune impressioni dell’artista lamense.

Raccontaci il tuo percorso professionale.

“Sono un’illustratrice e in molti quando parlo della mia professione non hanno ben chiaro cosa sia. Mi ritrovo spesso a dover spiegare che disegno, è puro disegno, e colorazione ciò che faccio. L’illustrazione è una professione e un’espressione artistica come molte altre, è una branca delle arti visive, è un’espressione grafica ma non è pura grafica. Ricordo di aver disegnato fin dall’infanzia e pur avendo svolto studi psico-pedagogici, continuo imperterrita a seguire la mia inclinazione artistica. Lavoro su commissioni, collaborazioni e partecipo a contest e concorsi artistici. Fomentata da un continuo stimolo alla scoperta di nuovi stili e tecniche, la mia mano è stata influenzata dallo stile dell’illustrazione peculiare del tatuaggio, creando così una nuova metamorfosi stilistica e personale.”

In occasione del consueto appuntamento con “La Biblioteca ospita” da giovedì 8 novembre fino al 16 dicembre, dalle ore 9 alle 19, alla Biblioteca Comunale di Ascoli Piceno, è in esposizione la mostra dei tuoi lavori intitolata “Piece of Claire”. Parlaci del messaggio che vuoi trasmettere attraverso la tua arte.

“Quando il direttore della biblioteca di Ascoli Piceno, Roberto Palumbo, mi ha proposto di esporre come protagonista di una mostra con i miei lavori per un intero mese, sono stata molto felice di accettare. Ho pensato subito al tipo di messaggio che volevo veicolare, attraverso i miei elaborati in questa performance artistica. Amo le teste coronate del passato, amo le figure femminili forti, che non hanno paura di esporsi, che non hanno timore di mostrarsi sensualmente sfacciate e di autodeterminarsi. Amo le piccole cose, i particolari, come ad esempio prendere un tè, e li ritraggo, o tento di ritrarli, nella loro essenza. Mi piace colpire e far incantare con questi elementi, lo spettatore che andrà a guardare ciò che ho disegnato. È così nasce “Piece of Claire” – “pezzo di Claire”- gioco di parole e nome che ho dato, non solo alla mostra, intendendo che sarebbero stati esposti pezzi del mio mondo, che rappresentano anche il mio brand. Su queste basi ho deciso di creare design per abbigliamento ed accessori con miei prodotti grafici, che per la loro origine handmade per me non perdono unicità. Quella stessa unicità che mi fa credere nel valore della singolarità di qualcosa o di qualcuno. “

Qual è il tuo metodo di espressione?

“Desidero, con la mia arte, approcciarmi ai metodi più manuali del disegno o almeno mixare il tutto con i media tecnologici. Credo che le nuove tecnologie possano essere un ottimo supporto per le arti visive, ma anche che stiano affievolendo la nostra creatività, in molti ambiti non solo quelli artistici. La creatività ha prima di tutto bisogno di un impatto fisico, manuale. E in un certo senso mi sento costantemente una ribelle perché con il mio metodo d’espressione tento di unire le basi fondamentali dell’illustrazione ma senza volermi troppo legare ai metodi più innovativi. Con la mia arte voglio incoraggiare le persone a sentirsi loro stesse. Ed amo usare l’irriverenza – in senso buono- dei mie lavori per veicolare questi messaggi.”


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