ASCOLI PICENO – Le tradizionali recensioni cinematografiche di Gianluigi Ferretti per il fine settimana.

IL VIZIO DELLA SPERANZA Maria, questo è il nome della giovane protagonista del film, viene ripescata in mare da un uomo. Dopo molti anni, la vediamo ormai giovane donna , che ha su di se con evidenti cicatrici il dramma di una violenza sessuale e come lavoro per vivere, se così si può definire la novella Caronte, è alle dipendenze di una “pappina tossicomane” che sfrutta le giovani donne di colore, non tanto per la prostituzione, ma una volta incinte le costringe con la forza e i ricatti a vendere i figli appena nati intascando molti soldi. Maria porta queste giovani donne che devono partorire ogni notte con una barca in una baracca.

Maria dopo essere rimasta incinta anche lei, e, non volendosi sottomettere ai voleri della “pappona” trova una via di scampo è una speranza di salvezza nell’uomo che le aveva salvato la vita una volta. Tutto questo sottobosco di persone vivono, se si può definire vivere, intorno ad ambienti fatiscenti e lugubri della periferia di Napoli, come nel nostro caso, ma potrebbe essere la periferia di qualunque città. La regia di Edoardo De Angelis è asciutta e cruda per farci immergere nelle atmosfere crudeli e senza scampo di queste realtà che purtroppo esistono e spesso chiudiamo gli occhi per non vedere o fare finta. Le attrici Pina Turco che interpreta Maria, Marina Confalone, Cristina Donadio sono molto brave. Film premiato all’ultima Festa del Cinema di Roma. FILM DA NON PERDERE.

BOHEMIAN RHAPSODY Si racconta di come iniziò e si concluse la storia del gruppo dei Queen e del suo frontman e vocalist Freddy Mercury. Primi anni settanta Freddy Mercury era un giovane ragazzo immigrato a Londra e cominciò a frequentare club e locali dove si esibivano le bands e i gruppi che facevano nuovi arrangiamenti e nuova musica in cerca di fortuna e successo. Si fece subito notare da un gruppo che cercava un solista e durante l’esibizione i componenti furono colpiti dalla sua estensione vocale. Cominciò così la fortuna di questo gruppo che ottenne in pochi anni un successo strepitoso. Nei concerti fu subito notata la bravura e l’eccentricità di Mercury a cui i compagni del gruppo in un primo momento si affidarono ciecamente, ma, cominciarono con il tempo a sorgere delle rivalità inconciliabili.

Forse la causa dei litigi e del l’allontanamento fu proprio la vita eccessiva e sregolata di Mercury che andava ossessivamente cercando il vero amore, dopo essere stato raggirato da un uomo che credeva leale. Il suo amore alla fine arrivò e furono inseparabili fini alla sua morte. Memorabile rimane l’ultimo concerto dei Queen riunitisi per il Live Aid del 1985. Il regista Bryan Singer non ha saputo realizzare con concretezza la vera storia del gruppo, riducendo la figura di Freddy Mercury, vera icona, ad una sbiadita macchietta piena di inconsistenza, e alla storia stessa del gruppo. Gli attori fanno quello che possono. La musica e le canzoni, per la verità poche, sono l’unica cosa da salvare. FILM CHE SI PUÒ VEDERE.

TROPPA GRAZIA Lucia, madre single geometra che combatte quotidianamente per portare avanti il suo lavoro molto precario e l’educazione di sua figlia, ha una relazione un po’ strampalata, tra alti e bassi, con un elettricista. Nel suo lavoro, Lucia, ci mette impegno e razionalità portando spesso alla luce tutto quello che c’è di sbagliato. Un giorno viene incaricata dall’Ufficio Tecnico del comune di residenza, su proposta di un conoscente, di fare rilievi su un campo dove dovrebbero costruire una struttura architettonica imponente aspettata da anni. Durante i sopralluoghi, con un suo aiutante, si rende conto che le mappe per verificare la correttezza di dove poter edificare sono state manipolate e piene di errori che potrebbero portare a rischi geologici.

In uno di questi momenti vede una giovane donna che le dice di essere la Madonna e le raccomanda di insistere e fare in modo che in quel posto non venga costruito niente i al limite una chiesa. Lucia, dopo queste ripetute apparizioni, in cui rimane umiliata e addirittura picchiata, pensa di essere diventata pazza, e , su consiglio di una amica va da uno psichiatra. Le voci delle sue apparizioni si diffondono e viene presa in giro da tutti ma lei è intenzionata a non mollare. Il regista Gianni Zanasi gira questa commedia con piglio leggero ma incisivo, parlando di corruzione, mancanza di scrupoli, affari sporchi e credenze popolari con estrema sensibilità ma, anche con acume. Buoni i dialoghi e la fotografia. Gli attori Alba Rohrwacher, Giuseppe Battiston ed Elio Germano sono bravi nelle loro interpretazioni. FILM DA VEDERE.


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