Presto pubblicheremo ulteriori informazioni e i documenti originali

ASCOLI PICENO – Un “pastrocchio”, anzi “un danno”. Si è appena conclusa la conferenza stampa del consigliere regionale Piero Celani, di Forza Italia, in merito alla rimozione delle macerie del terremoto nelle Province di Ascoli e Fermo. Dopo che la Regione Marche ha risolto il precedente contratto con la Picenambiente, lo scorso 22 novembre il servizio è stato affidato alla società maceratese Cosmari.

Due gli elementi fondamentali rilevati da Celani: “Cosmari è una società che opera in regime di house providing, ovvero è una società a capitale interamente pubblico che quindi può operare soltanto nel territorio dei comuni che hanno quote di capitale sociale”. Anche se a norma di statuto Cosmari ha una quota di fatturato massima, il 20%, che può essere ottenuta anche al di fuori dell’area maceratese. Tuttavia ciò sarebbe avvenuto, secondo Celani, “riducendo il quantitativo annuo di macerie da recuperare dalle 180 mila tonnellate effettive a 100 mila euro, valutando quindi un importo complessivo di 5 milioni di euro e non di circa 10 milioni che è il volume d’affari stimabile dal raccoglimento delle macerie, a cui si assommerebbe la vendita del materiale ricavato dalla triturazione”. Inoltre proprio il 5 dicembre scorso la Regione Marche ha deciso di ricontrattare i costi di trasporto di questo affidamento, che dunque subirebbero un nuovo aumento.

L’altro aspetto è che l’articolo 28 del decreto 189 del 17 ottobre 2016 determina in che modo devono essere gestiti i lavori di recupero delle macerie. Questi, infatti, dovevano essere raccolte e smarrite dalle aziende che svolgono già il servizio di raccolta dei rifiuti nel territorio. Una volta risolto il contratto con Picenambiente (“Con motivazioni che a me sembrano un po’ fumose e inoltre vorrei sapere dove erano i funzionari della Regione Marche quando, secondo loro, le cose non venivano fatte come richiesto: potevano avvertire bonariamente per apportare i correttivi”, dice Celani) bisognava rivolgersi “ad Ascoli Servizi Comunali” e semmai aprire a Asite di Fermo: “Perché Cosmari?”.

Tutto questo ha prodotto il blocco della rimozione delle macerie: “Ad oggi non mi risulta che Cosmari abbia rimosso un solo chilogrammo di macerie e l’affidamento termina il prossimo 31 dicembre. Ma qualcosa si inventeranno”. Le ripercussioni sono gravi, secondo l’ex sindaco di Ascoli: “Tutto la nostra rete economica di padroncini è ferma da mesi, le macerie stanno sempre lì, il Genio Militare da mesi è in loco ma non può agire”.

Dovrebbe o potrebbe arrivare anche un ricorso al Tar di Ascoli Servizi Comunali.

“Alla mia interrogazione ho ricevuto una risposta dell’Ufficio Ambiente che non è neppure firmata” conclude Celani.


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