ASCOLI PICENO – Torna ad occupare la scena della Sanità locale il sindaco di Ascoli Guido Castelli e lo fa alla sua maniera, almeno nei tempi recenti, ovvero una diretta Facebook che definire pirotecnica è dir poco. Se qualche giorno fa ai nostri microfoni era tornato sulla vicenda del Nuovo Ospedale Piceno, stavolta Castelli mette nel mirino in maniera molto cruda il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli e la sua vice Anna Casini (“ascolana”, ribadito con enfasi molto critica). Oggetto dello scandalo secondo Castelli sarebbe la delibera della giunta regionale 1623 del 27 novembre che equiparerebbe l’Azienda Ospedaliera Marche Nord di Pesaro all’ospedale Torrette di Ancona. Ascoltate il suo video e di seguito le sue dichiarazioni trascritte in maniera testuale.

Posted by Guido Castelli on Friday, 14 December 2018

E qui il testo.

Il nuovo ospedale unico, il fantaospedale di Spinetoli non avrebbe neppure la sommatoria degli attuali due ospedali di Ascoli e San Benedetto. Ma perché Ceriscioli si vuole mettere contro il Sud delle Marche? La risposta è questa.

Dietro l’ospedale unico di Spinetoli si cela la volontà di distrarci, per consentire a Luca Ceriscioli, pesarese, di ordire trame. Lanciare la palla in alto per distrarre e favorire invece la Sanità del nord, di Pesaro. Ormai questo dubbio è diventato certezza e io ve lo dimostro.

Mentre i piceni litigano tra di loro per localizzare l’ospedale che probabilmente non ci sarà mai, ecco che la Regione approva la delibera 1623 del 27 novembre con la quale Luca Ceriscioli, pesarese, rafforza e rende equiparato all’ospedale Torrette di Ancona l’Azienda Ospedaliera di Pesaro.

Non ho nulla contro i cittadini pesaresi ai quali va un mio caro saluto ma questa è veramente una strategia scorretta, offensiva e da venditore di tappeti, con tutto il rispetto per i venditore di tappeti.

Questo sta succedendo. Questo è l’obiettivo che si prefigge a Pesaro Luca Ceriscioli mentre ad Ascoli e a San Benedetto si devono togliere gli ospedali.

Perché è grave? Luca Ceriscioli invece di costruire un nuovo piano sanitario che indichi dove costruire gli ospedali di dove assegnare le specialità, cosa fa?

Non fa il Piano di tutti, dove si stabiliscono le specializzazioni e come devono lavorare i medici, che manca dal 31 dicembre 2014. Lui continua a dire che lo vuole fare, fate le riunioni, si incontrano i sindaci. Ma nel frattempo con la colpevole complicità di Anna Casini, vicepresidente della giunta regionale e ascolana, che ha firmato questa delibera, cosa fa? Spoglia il resto della Regione e rafforza solo una parte della Sanità delle Marche. Ecco perché sono tornato a fare una diretta Facebook giustificato da un’altra notizia.

Sentitemi bene, e su questo è bene calare il silenzio sennò vi rovino anche il Natale con queste notizie vergognose. La giunta regionale ha stabilito che la nostra Area Vasta dovrà ridurre il costo del personale, dal 2019 fino al 2020, di 2 milioni e 600 mila euro. Questo vuol dire in soldoni, in concreto, che ci saranno 70 medici in meno.

Mentre da noi si discute ad Ancona si fanno i fatti e si stabilisce che noi dovremo avere una sanità di serie B o di serie c mentre qualcun altro avrà una sanità di serie A, perché la notizia è che quella riduzione di personale la dovranno fare le Aree Vaste di Ascoli, Fermo e Macerata mentre qualcun altro non le dovrà fare.

Figli di un Dio minore ma attenzione Luca Ceriscioli. A fare questo tipo di scorrettezza alla lunga io credo che si faccia la fine di quella volpe che per quanto furba, per quanto astuta alla fine come tutte le volpi è andata a finire in pellicceria. Non è una minaccia ma una constatazione.

Mentre tu stai dando pastura per liti, conflitti, tensioni, su nulla, ovvero i fantaospedali che non ci saranno mai, tu intanto fai solo i fatti e gli interessi di un pezzo di questo territorio togliendoci il futuro, togliendoci speranze, ma soprattutto togliendoci i medici.

Ma noi non lasceremo cadere invano queste notizie e cercheremo di compattere contro questo modo veramente inaccettabile di fare sanità.

 


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