ASCOLI PICENO – Sembrano essere serviti a poco i divieti e gli appelli a limitare l’ utilizzo dei “botti” tradizionali di fine anno. Anche quest’anno infatti in Italia il bollettino è impietoso: due morti e oltre 500 feriti di cui alcuni gravi.
A Roma un uomo muore per l’esplosione di un’ ingente quantità di materiale in suo possesso che ha devastato il suo appartamento e ferito altre persone tra cui due bambini. La seconda vittima è a Napoli dove un ristoratore è rimasto ucciso probabilmente da un colpo di pistola sparato in aria. E proprio contro l’utilizzo delle armi da fuoco nei festeggiamenti era stata emessa un’ordinanza specifica nel capoluogo campano. Altro ferito grave a Palermo dove pure era stato emesso un divieto. Che sarebbe stato difficile far rispettare tali restrizioni si sapeva, ma si sperava che queste potessero almento servire da deterrente o da atto di sensibilizzazione verso un uso limitato e responsabile.
Non si voleva infatti limitare un ‘colorato’ festeggiamento del nuovo anno, ma impedire un uso eccessivo di quel materiale pirotecnico che può creare grossi problemi se acceso nel modo o nel posto sbagliato, come nel caso della vittima di Roma, oppure proibire l’utilizzo dei numerosi potenti ordigni illegali che se esplosi nelle vicinanze di cose o persone causano gravi danni. Purtroppo ci sono persone che scambiano i festeggiamenti per una sorta di gara (o guerra) e si preparano con settimane di anticipo per costruire il “botto” più grande. Un’applicazione barbara di una antica tradizione, poco degna di un paese civile e moderno.
Il bilancio inoltre parla di alcune persone che hanno perso una mano, mentre altri rischiano di perdere la vista.
Nelle Marche il bollettino è senza dubbio leggero: poche decine di feriti, non gravi. Ad Ascoli però due automobili hanno preso fuoco a causa di alcuni fuochi sparati da un condominio.
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