ASCOLI PICENO – Di seguito l’intevista a Walter Gibellieri, consigliere comunale ascolano dell’omonima lista civica.
Quale giudizio dà alla giunta e al sindaco Castelli?
“Mi piacerebbe poter esprimere una valutazione positiva e, questo, nell’interesse della città, ma i fatti, purtroppo, sono sotto gli occhi di tutti. Mi pare evidente la incapacità della giunta di raccordarsi e fare gruppo con ripartizione equilibrata delle competenze. Non so se questo dipenda dai rapporti personali, oppure dall’accentramento di ogni decisione in capo al Sindaco, di certo ognuno gioca la sua partita e non ci sono obiettivi e programmi comuni; manca una idea di città sulla quale lavorare in sinergia con le istituzioni politiche e sociali del territorio”.
Qual è, a suo giudizio, la migliore realizzazione della giunta?
“La riacquisizione, per ora solo formale, dei parcheggi della Saba. Trattasi, infatti, di una richiesta sollecitata e voluta dall’intero Consiglio Comunale e, a mio modo di vedere, determinante per lo sviluppo economico e turistico della città”.
C’è un assessore che giudica più positivamente tra gli altri? C’è qualcuno, invece, che l’ha delusa?
“Apprezzo l’impostazione data dall’avvocato Aliberti il quale pur tra mille difficoltà organizzative ed economiche, pone doverosamente e, in modo positivo, la cultura e gli eventi ad essa collegati tra i principali interessi della città. Nessuno in particolare mi ha deluso anche perché in una piccola città come Ascoli di ciascuno di noi si conoscono pregi e difetti, competenze ed attitudini personali”.
Quale, invece, la principale mancanza della giunta Castelli?
“Il completo disinteresse alle problematiche del lavoro e allo sviluppo economico del territorio che costringe i nostri giovani ad andare via”.
Di recente è intervenuto sulla questione dello stadio, chiedendo maggiori informazioni all’Amministrazione. Dopo un mese qualcosa è cambiato?
“Sì, purtroppo soltanto la posizione in classifica dell’Ascoli. Anzi, con l’occasione mi faccia fare all’Ascoli Calcio e al presidente Benigni un grandissimo in bocca al lupo. Anche per i miei trascorsi di calciatore bianconero sono legatissimo alle sorte dell’Ascoli Calcio e, come consigliere comunale, comunque, ritengo sia un volano economico e promozionale del territorio piceno”.
Si parla molto della frattura avvenuta tra lei e Castelli prima del ballottaggio. E’ vero che il sindaco aveva firmato un foglio in cui le assicurava una rappresentanza in giunta? Cosa pensa di quel che è avvenuto?
“Prima delle ultime elezioni amministrative ho posto al centro dell’attenzione politica la selezione della classe dirigente anche attraverso le primarie, la meritocrazia, il necessario radicamento cittadino del candidato Sindaco, il superamento degli steccati ideologici e partitici: concetti e valori oggi molto attuali e, a quanto vedo, sostenuti pressoché da tutti. Il contrasto, le divergenze di vedute, o, se preferisce la frattura è nata, per intenderci , tra un modo vecchio di concepire la politica e una visione della stessa intesa come impegno reale per la città e rispetto degli altri. Sì, è vero, c’è un accordo scritto e firmato che Castelli non ha onorato: ha assunto e non rispettato un impegno non solo e non tanto con Walter Gibellieri ma soprattutto con il circa 6% degli ascolani (quasi 1800) che hanno votato la lista civica e che, come tutti sanno, sono stati determinanti al ballottaggio per la sua elezione a Sindaco che è maturata per soli 200 voti. Credo che le mie parole manifestino in maniera chiara ciò che penso: gli impegni vanno sempre rispettati e , ancor di più, da chi rappresenta le Istituzioni. Ritengo sia stata inferta una ferita ai principi di rappresentatività democratica difficile da rimarginare”.
Lei è un uomo di centrodestra, ma di recente sembra si sia avvicinato al gruppo dell’Alveare del consigliere comunale Regnicoli, che invece si richiamano al cattolicesimo di sinistra. E’ possibile pensare ad una convergenza in vista del 2014?
“Come dicevo, non ho pregiudizi o vincoli ideologici e, mai come in questo momento penso che le energie migliori della città indipendentemente dalla loro provenienza, debbano convergere su di un progetto comune Ascoli o, meglio, su alcuni ed essenziali punti condivisi. Con L’Alveare, e con l’amico consigliere Marco Regnicoli individuiamo problematiche e soluzioni, abbiamo idee e progetti comuni e, quindi, perché escludere questa ipotesi? Di certo la città ha bisogno di un cambio di passo e di persone e quindi siamo disponibili a confrontarci con chiunque abbia il nostro stesso sentire”.
Cosa pensa del risultato elettorale? E del M5S?
“Il risultato elettorale nazionale è lo specchio del nostro paese, sempre diviso, incerto nelle scelte e mai coeso e propositivo. Per quanto riguarda il Movimento 5 Stelle, esso non è solo protesta e contestazione ma è soprattutto espressione di libertà e democrazia e merita il massimo rispetto. Ritengo che, in prospettiva oltre che pungolo e controllo del pubblico potrà e dovrà essere componente propositiva e pienamente partecipe delle istituzioni ad ogni livello”.
Lei si ripresenterà alle elezioni amministrative del 2014?
“Se la mia presenza sarà utile al nuovo progetto Ascoli non mi tirerò indietro, ma io faccio l’avvocato e, come tutti, non sono indispensabile. Di certo sarò al fianco di coloro che sosterranno i principi di discontinuità e rinnovamento per i quali mi sono battuto alle ultime elezioni amministrative”.
Di cosa avrebbe bisogno maggiormente Ascoli?
“Ascoli e gli ascolani dovrebbero avere più fiducia e coraggio sostenendo e spingendo le energie migliori della città a mettersi in gioco: non possiamo e non dobbiamo accettare che Ascoli continui nel suo declino senza dignità e senza prospettive per i giovani”.
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Walter Gibellieri se la città di Ascoli va in declino e i giovani vanno via, la politica dovrebbe essere progettuale e indipendentemente se nelle istituzioni si opera in maggioranze o in opposizione si dovrebbero comunque presentare programmi e invece questi vengono esclusivamente proposti e solo in minima parte realizzati dagli imprenditori e dalle loro associazioni.
Ascoli è una città che da un lato ha vocazione di turismo ed è anche all’attenzione dell università di Camerino ma dall’altra ormai da anni non ha più possibilità di lavoro in quanto la Vallata del Tronto che aveva un aparato industriale oggi semplicemente non esiste quasi per niente.
Se il Sindaco di Ascoli non è stato propositivo sui temi del lavoro (Ed è vero!) si nota però che proposte di rilancio della città non vengono presentate. Penso che proprio dai corsi universitari e dal rilancio del turismo verso il mare e verso l’interno (e in tutte le direzioni) si potrebbero avere delle coordinate per un rilancio della città.
L’opposizione? Totalmente inutile. Ogni tanto se ne esce gridando “al lupo, al lupo”. Proposte pochissime, il 99% senza senso.
E sono convinto che perderanno nuovamente. Anche perchè non sono sicuramente un modello da seguire. Senza scomodare San Benedetto dove la situazione è ormai tragicomica (penso che un amministrazione così pessima non ci sia mai stata in tutto il Piceno), basta guardare a Fermo e Macerata dove, dopo esser passato pochissimo tempo dal giorno delle elezioni comunali, già sta franando tutto. Proteste continue all’interno delle stesse maggioranze e paralisi totale dell’attività amministrativa. Ma possiamo anche salire più su e vedere cosa ha dovuto subire per anni la città di Ancona.
Piceno ma Lei dove vive a San Benedetto? o ad Ancona? o meglio… sul pianeta Marte????
Alla fine Gibellieri – dei tre personaggi a suo tempo interpellati da Piceno Oggi con le sue domande (oltre a Gibellieri stesso, il Sindaco Castelli alias “Guido Parlante” ed il Presidentissimo Marini alias “Il Celeste”) – è stato l’unico a rispondere (credo che rimarrà tale). E lo fa anche con un’analisi lucida e puntuale, circa le pecche di questa inconcludente amministrazione comunale ed in merito alle gravi problematiche che affliggono la città di Ascoli, che mi sento di condividere pienamente. Speriamo che lui partecipi ancora alla prossima tornata elettorale: lo spirito mi sembra quello giusto, vale a dire impegnarsi ad avere una “visione” per la città e non semplicemente “navigare a vista”, concentrarsi sulle soluzioni ai numerosi problemi al di là degli steccati ideologici.
Il Sindaco Castelli si presentò agli elettori con un programma elettorale copiato (“copia ed incolla”) da altri programmi presenti sulla rete. (vedi capitolo Sanità Regione Abruzzo che non è di competenza di una amministrazione comunale). Purtroppo quando si spendono tutte le energie per “apparire”, non rimane nulla per la “sostanza”……e questi sono i risultati di una Amministrazione che ha lo sguardo corto, anzi cortissimo, ma basta alzarlo per vedere che all’orizzonte c’è il vuoto….