ASCOLI PICENO – Crollo del mercato della legna, sedi inagibili e boschi esposti al rischio dissesto. Sono gli effetti del terremoto su quella fetta dell’economia montana rappresentata dalle comunanze agrarie e dalle aziende agroforestali delle province di Macerata, Ascoli Piceno e Fermo che hanno pagato un conto salato al sisma.

A lanciare l’allarme sono Coldiretti Marche e Federforeste, in occasione della visita nelle zone colpite del presidente nazionale dell’associazione forestale, Gabriele Calliari. A livello strutturale si registrano gravi danni alle sedi delle comunanze e alle strutture aziendali, ma con il terremoto sono crollate anche le vendite di legna da ardere. L’abbandono dei paesi da parte delle persone trasferite sulla costa ha fatto venir meno la tradizionale clientela, e a ciò si sono sommati gli effetti del sisma sulla rete viaria montana, che ha reso difficili se non impossibili le operazioni di taglio e trasporto.

In questo modo, sottolineano Federforeste e Coldiretti, sta venendo meno anche la fondamentale opera di manutenzione dei boschi, con il pericolo che ai danni del terremoto si aggiungano quelli del dissesto idrogeologico.

Da qui la necessità di dare risposte immediate alle attività economiche per sostenere la ripresa, con misure per il ripristino delle strutture aziendali e delle infrastrutture viarie, ma anche aprendo alla possibilità di progetti per fornire servizi, a  partire da esperienze di teleriscaldamento delle case attraverso impianti per la produzione di energie alimentati con i prodotti forestali.

(Letto 424 volte, 1 oggi)
Copyright © 2017 Riviera Oggi, riproduzione riservata.
(Letto 424 volte, 1 oggi)