ROMA – Il registro dematerializzato insieme al testo unico del vino daranno un profondo taglio alla burocrazia inutile che costringe ogni impresa vitivinicola a 100 giornate di lavoro per soddisfare le 4mila pagine di normativa che regolamentano il settore.

E’ quanto afferma la Coldiretti nell’esprimere apprezzamento per la definizione da parte del Ministero delle Politiche Agricole di un adeguato periodo di accompagnamento per favorire l’ingresso di tutti  i produttori nel nuovo registro dematerializzato.

“Si auspica ora – sottolinea la Coldiretti – una veloce messa a regime delle semplificazioni ulteriore legate allo sviluppo delle attività connesse al registro al fine di consentire in tempi brevissimi il completo interscambio con le strutture di controllo e la semplificazione o automatizzazione delle dichiarazioni di produzione e delle dichiarazioni di lavorazione. La telematizzazione -ricorda la Coldiretti – interessa più di 50 mila operatori i quali per oltre il 90% sono piccoli produttori (meno di 1000 ettolitri all’anno) e per questo ci vuole gradualità – continua la Coldiretti che ha avviato da qualche mese una intensa attività di formazione, informazione e assistenza per i produttori ed è a disposizione dei produttori per informazioni e supporto delle cantine nella tenuta del nuovo registro. Per andare incontro alle esigenze di adeguamento delle imprese, dal 1 gennaio e fino al 30 aprile 2017, in sede di controllo gli operatori – conclude la Coldiretti – potranno infatti giustificare le operazioni non registrate online attraverso documenti cartacei senza essere sanzionati”.

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