MONTEMONACO – La frazione montana più isolata fra tutte. Siamo a Foce, frazione di Montemonaco, comune di neanche 700 residenti e che, in questo periodo, tra terremoto, black out elettrici e nevicate record, è rimasto escluso dalle comunicazioni stradali e persino telefoniche. Per quanto una gara di tal genere non sia certamente da enfatizzare, la situazione che vive Foce sta assumendo aspetti davvero originali (e non in senso positivo).

“Dopo le scosse del 26 ottobre la frazione è in pratica disabitata – commenta Antonio Censori, residente da Foce da 15 anni dopo che, da Roma, trascorreva tutti gli anni le vacanze nella frazione montemonachese – Io per paura di altre scosse ho preso un appartamento in affitto a Montemonaco, poi è arrivato il terremoto del 30 ottobre e da quel momento a Foce non è andato più nessuno. O meglio, ci era concesso di recarci a Foce soltanto se accompagnati dai Vigili del Fuoco dalle 10 alle 12 o dalle 14 alle 16. Per farlo dovevamo prendere un appuntamento e recarsi alla Casa Gioiosa, alle porte del capoluogo (circa 10 chilometri da Foce, ndr)”.

Ma nessuno ha più messo piede a Foce dopo lo scorso 4 gennaio: “Si è svolto un funerale ed è stato consentito di attraversare la gola. Ma da allora nessuno sa qual è la situazione a Foce: né cosa sia accaduto dopo le scosse di terremoto del 18 gennaio, né a causa della grande nevicata”. Censori spiega: “Tutti gli inverni ci sono problemi per arrivare a Foce, a causa della neve e del pericolo di caduta dei massi. Certo è che dopo il 30 ottobre sono caduti massi molto grandi e transitare per la gola era davvero pericoloso”. Però, aggiunge: “Ho notato che in occasione del funerale i massi sono stati rimossi. Se era possibile farlo, perché non lo si è deciso prima?”.

La situazione è tale che al momento Foce di Montemonaco è un vero e proprio borgo fantasma, anzi un piccolo borgo montano di cui nessuno sa nulla: “Credo sia un dovere recarsi lì per capire cosa sia accaduto dopo le scosse o se ci siano state delle valanghe. Io faccio l’operaio a Comunanza ma c’è anche chi ha una attività di bar e ristorante ed ora è senza lavoro da ottobre, non so come facciano a vivere”.

Anche perché “quella famiglia ha scelto il sistema dell’autonoma sistemazione, come me d’altronde: però noi qui a Montemonaco stiamo pagando l’affitto ma non vediamo ancora alcun rimborso, non so se il denaro sia arrivato nelle casse del Comune o meno; amici mi dicono che ad Amandola i rimborsi sono stati già assegnati”.

“Il problema è che Montemonaco non sta sulla bocca di nessuno, non è Amatrice o Norcia, forse perché siamo in una zona meno nota anche se siamo il fulcro del Parco dei Sibillini, o forse perché non abbiamo per fortuna registrato vittime, fatto sta che sembriamo dimenticati – continua Censori – Io voglio tornare a Foce, la mia casa è agibile, devono mettere in sicurezza la casa affianco. Ci pago pure il 50% di Imu, ma non posso neppure andare a vederla…”

Di seguito un video di Ancora Settimanale del 5 dicembre scorso.

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