CAMERINO – “Lo Stato è con noi. La sfida che ci accomuna è immensa. Rinascere è l’imperativo del nostro nuovo orizzonte di governo, nelle Marche, nelle altre Regioni del Centro colpite dalle stesse calamità, in tutta l’Italia, che non sarà più la stessa se noi non ce la faremo. In questi mesi Comuni, Province, Regione, Commissario e Prefetture hanno lavorato insieme spinti dalla volontà di ricostruire uno dei territori più belli d’Italia.  La Sua presenza oggi qui è la presenza dello Stato e testimonia la determinazione delle Istituzioni a mettere a disposizione tutto l’impegno, per ripartire e ricostruire le nostre comunità: ricostruire le case, ma anche le imprese e il tessuto sociale delle montagne”.  

Con queste parole il presidente della Regione Marche Luca Ceriscioli il 30 gennaio ha salutato il presidente della Repubblica Sergio Mattarella tornato nelle Marche per partecipare all’inaugurazione del 681^ anno accademico dell’Università di Camerino. Un’occasione per dimostrare ancora una volta la vicinanza delle istituzioni alle popolazioni colpite dal sisma e dalle altre calamità naturali di questi ultimi giorni.

 “La ringrazio – ha detto Ceriscioli rivolto al presidente Mattarella – a nome della comunità marchigiana per l’attenzione e la grande vicinanza che ci ha dimostrato in questi mesi, una vicinanza che non era scontata, già dal primo evento sismico. Dico il primo, perché, il terremoto del 18 gennaio è stato l’ultimo di una ormai troppo lunga serie, che, insieme con i gravissimi episodi di maltempo, continua a martoriare il nostro territorio. Abbiamo subìto calamità di dimensioni tali che mai si ricordano nella storia della nostra regione, che hanno messo a dura prova le istituzioni e i cittadini,  donne e uomini che da quattro mesi lavorano senza sosta per sostenere una popolazione ormai allo stremo. Per questo non posso esimermi dal ringraziarli tutti per non essere mai venuti meno”.  

Ceriscioli ha quindi illustrato, numeri alla mano, drammatica situazione. Il terremoto ha attraversato infatti i  comuni marchigiani coinvolgendo una popolazione di oltre 330 mila abitanti. 21mila persone stanno usufruendo del contributo di autonoma sistemazione e 5400 continuano a vivere negli alberghi sulla costa. Senza contare, ancora, le conseguenze delle ultime scosse, sono pervenute 80 mila richieste di sopralluoghi per verificare le agibilità. Numeri che testimoniano una situazione straordinaria, senza precedenti.

“Dati che ci dicono – ha proseguito Ceriscioli – che se non si avrà la massima attenzione da parte dello Stato e dell’Unione Europea, in termini di strumenti e di risorse, le Marche rischiano di non risollevarsi. Cominciano ad emergere i limiti e a scarseggiare le risorse ormai rimaste alle amministrazioni locali. Sono piccoli Comuni, duramente colpiti dal sisma e dalle altre calamità naturali, con solo due, se non, a volte, un dipendente comunale. Le Province sono ridotte ai minimi termini, senza risorse, ma con competenze vitali per la vita di una comunità. La stessa Regione è impegnata a far fronte all’emergenza esclusivamente con personale e forze propri. Abbiamo bisogno che le istituzioni tornino ad essere protagoniste e per questo dobbiamo dotarle di risorse e  mezzi. Con il susseguirsi degli eventi sempre più distruttivi, infatti, si è reso urgente un nuovo decreto che servirà a dare a Comuni e Regione strumenti più snelli ed efficaci”.   

In conclusione Ceriscioli ha ricordato l’importanza del sostegno, in questo sforzo immane, del mondo della cultura e accademico marchigiano: “Oggi siamo qui all’Università Camerino, la più colpita, ma determinata a risorgere e a non mollare mai, il  simbolo di quest’anima, che non può morire perché la nostra rinascita sia veramente compiuta. Per questo c’è la necessità imprescindibile di un piano articolato degli investimenti in cultura: per preservare la memoria, per pensare la ricostruzione, per dare forma al futuro”.

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